Voucher baby sitter, boom di iscrizioni per un lavoro

Con le scuole chiuse per l'emergenza coronavirus, è boom di baby sitter in cerca di lavoro: 50% in più

Dopo la sospesione delle scuole e l’annuncio dell’ipotesi di voucher baby sitter e congedi parentali straordinari per aiutare le famiglie durante l’emergenza coronavirus, è boom di baby sitter in cerca di lavoro.

Lo segnala Sitly, la piattaforma che mette in rete famiglie e lavoratori per l’infanzia per favorire colloqui e selezioni per tate, che in poche ore ha registrato un boom di iscrizioni, con un incremento del 50% di iscritti che si offrono di lavorare come baby sitter e un aumento del 20% di genitori registrati.

“Stiamo registrando in queste ore numeri significativi per quanto riguarda le baby sitter”, fanno sapere dal sito. “Gli iscritti sono stati migliaia in più in poche ore e centinaia le famiglie. È chiaro che queste ultime spesso cercano soprattutto persone fidate che già conoscono, ma nonostante tutto il dato ci dice che si è aperti anche a nuovi colloqui e di questo non abbiamo conteggio”. 

Secondo quanto riscontrato da Assindatcolf, il sindacato dei datori di lavoro domestico, “con le scuole chiuse in tutta Italia ci aspettiamo un’impennata delle richieste per personale addetto alla cura e sorveglianza dei bambini, ma attenzione perché quello della baby sitter non è un lavoro informale: anche se per poche ore al giorno è necessario contrattualizzare la lavoratrice. Ecco perché chiediamo al Governo e al ministro Bonetti, che ha annunciato misure a sostegno delle famiglie per l’assunzione delle baby sitter, che queste siano legate a regolari contratti di lavoro”.

“Da quando sono state applicate le prime misure per fronteggiare l’emergenza coronavirus – prosegue – nella sola regione Lombardia, a causa della paura e della diffidenza nel far entrare in casa lavoratori sconosciuti, abbiamo registrato un calo del 50% delle assunzioni per il personale domestico. Con i nuovi provvedimenti che interessano tutto il territorio nazionale immaginiamo che la situazione cambierà – prosegue – soprattutto nel caso delle baby sitter. Attenzione però, a chi assumiamo, poiché non tutti hanno la preparazione per occuparsi dei bambini, in particolar modo se non autosufficienti. Ricorrere ad un regolare contratto può aiutare anche su questo fronte, verso il quale devono essere indirizzate le famiglie. Se non vogliamo che la percentuale dei lavoratori in nero (già oggi il 60% del totale) cresca a dismisura – conclude Zini – è necessario mettere in piedi dei meccanismi fiscali che incentivino all’assunzione, a partire da quelli che sono in queste ore allo studio del governo”.

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