Voucher baby sitter, 600 euro per i genitori che lavorano

A chi spetta e come si richiede il voucher per le spese di baby sitting, da fruire in alternativa al congedo parentale straordinario

Tra le varie misure per far fronte all’emergenza coronavirus, il governo ha inserito nel maxi decreto “Cura Italia” uno stanziamento di circa 700 milioni di euro per il congedo parentale straordinario di 15 giorni e per il voucher baby sitter 2020.

Bonus baby sitter, cos’è

Si tratta un bonus di 600 euro destinato ai nuclei familiari con minori fino ai 12 anni di età, da utilizzare per il servizio di baby sitting a cui sempre più genitori devono far ricorso con le scuole chiuse fino al prossimo 3 aprile (ma c’è chi non esclude che lo stop possa proseguire anche oltre quella data). Può essere richiesto dalle famiglie con bambini di età inferiore a 12 anni solo in alternativa al congedo parentale.

Per l’anno 2020 è riconosciuta la corresponsione di un bonus di 600 euro ai nuclei familiari con figli minori fino a 12 anni di età per l’acquisto di servizi di babysitting per fare fronte agli oneri relativi alla sospensione dei servizi educativi per l’infanzia, di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 e delle attività didattiche nelle scuole primarie e secondarie di primo grado“.

Bonus baby sitter, quanto vale

Il bonus massimo è di 600 euro per figli fino ai 12 anni di età. Tutele maggiori sono previste per il personale infermieristico, per medici, tecnici, ricercatori e tutti gli operatori sanitari in prima linea contro l’emergenza coronavirus. L’importo massimo arriva per tali categoria di lavoratori a 1.000 euro.
La somma riconosciuta dovrà essere utilizzata mediante il Libretto Famiglia Inps, lo stesso strumento già usato oggi per il pagamento delle prestazioni occasionali dei collaboratori domestici.

Requisiti per ottenere il bonus

Per ottenere il voucher ci sono due condizioni: entrambi i genitori devono lavorare e la baby sitter deve essere regolarmente assunta. Particolare non da poco, dato che il lavoro domestico (e quello della baby sitter in particolare) è in Italia tra quelli in cui è più diffuso il nero. Se non lo si è già fatto, dunque, si deve mettere in regola la baby sitter facendo riferimento al CCNL sulla Disciplina del Lavoro Domestico.

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