Von der Leyen lancia salario minimo europeo e unione sanitaria

A un anno dall'insediamento, la Presidente della Commissione Europea lancia la "Nuova Europa"

Designata il luglio 2019, fresca di insediamento all’Europa, aveva fatto una promessa ambiziosa: quella di essere coraggiosa e audace. Quasi una profezia. Visto che, in questo anno – in particolare negli ultimi mesi in scia all’improvvisa esplosione della pandemia che ha cambiato le carte in tavola mettendo in ginocchia le economie dei Paesi Membri – ce n’è stato davvero bisogno.

Il pericolo non è ancora scampato e lo scenario è piuttosto incerto. La speranza, oltre che l’obiettivo di tutti, è che la crisi possa trasformarsi in una eccezionale occasione di crescita e ripartenza sotto il segno del cambiamento e del miglioramento.

“Tutti nell’Unione devono avere i salari minimi. Funzionano ed è giunto il momento che il lavoro ripaghi”. Un concetto ribadito con forza: “La verità è che per troppe persone il lavoro non paga, il dumping salariale distrugge la dignità del lavoro e penalizza gli imprenditori, distorce la concorrenza del mercato interno, e bisogna porre fine a questa situazione. La Commissione avanzerà una proposta su una normativa per sostenere gli stati membri e istituire un quadro sui salari minimi. Tutti devono avere accesso ai salari minimi o attraverso contrattazioni collettive e con salari mini statutari”. Lo ha detto la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo primo discorso sullo stato dell’Unione, all’Eurocamera, a Bruxelles aggiungendo che “l’Europa deve continuare a proteggere le vite. E’ importante in questo momento di pandemia, che non sta finendo, e che dobbiamo gestire con prudenza, agire con responsabilità e unità”.

 

La voglia di mettersi alle spalle uno dei periodi più neri dal Dopoguerra è tanta. “Gli europei vogliono uscire da questo mondo del coronavirus, da questa fragilità, fuori da questa incertezza. Sono pronti per un cambiamento e sono pronti ad andare avanti. Questo è il momento per l’Europa per allontanarsi da questa fragilità e verso una nuova vitalità”.

La strada da qui al futuro appare segnata e l’obiettivo ormai dichiarato è non perdere quella che tutti definiscono una occasione irripetibile per costruire una Europa forte e unita. “Dobbiamo costruire un’unione della sanità”, dice von der Leyen rivelando che “col Presidente del consiglio Giuseppe Conte e la presidenza italiana del G20 organizzeremo un vertice globale sulla sanità, in Italia, per dimostrare che l’Europa c’è per proteggere” i cittadini.

SOTTO IL SEGNO DEL GREEN – La crisi, economica e umana che stiamo affrontando ormai da mesi ha messo in discussione i tradizionali modelli sui quali siamo stati abituati a ragione. “La missione del Green Deal comporta molto di più che un taglio di emissioni, si tratta di creare un mondo più forte in cui vivere. Dobbiamo cambiare il modo in cui trattiamo la natura. E’ per questo che il 37% di Next Generation EU (Recovery Fund) sarà speso per i nostri obiettivi del Green deal, sottolinea von der Leyen precisando che “il 30% dei 750 miliardi di Next Generation Eu saranno reperiti sui mercati grazie ai Green bond”.

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