Visite fiscali, nella manovra la scure di Brunetta: obbligatorie vicine al weekend

Il controllo diventa obbligatorio in caso di malattie prima e dopo i giorni festivi. Per il ministro è un giro di vite "anti-fannulloni"

La manovra si abbatte (anche) sui dipendenti pubblici. Non bastavano il blocco del turn over (da cui pare si salvi solo la scuola) e il congelamento degli stipendi anche nel 2014. Per l’ampia categoria dei “fannulloni“, come li chiama il ministro Brunetta, arriva una stretta anche sulle visite fiscali.

Le nuove disposizioni prevedono che la visita sarà obbligatoria fin dal primo giorno di malattia, “quando l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative“. Finora invece il controllo poteva essere disposto “nel caso di assenza di un solo giorno, tenuto conto delle esigenze funzionali e organizzative” .

Fasce orarie e casi di esenzione

La norma prevede inoltre che spetta al ministero fissare le fasce orarie in cui il dipendente dev’essere reperibile. Attualmente le visite possono essere effettuate (con gli orari fissati sempre da Brunetta nel 2010) dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, domeniche e festivi compresi (il che è abbastanza irrealizzabile dal punto di vista organizzativo ma ha la funzione di “deterrente”)

Il decreto delega al ministro anche l’individuazione dei casi di esenzione dall’obbligo di farsi trovare in casa. Ma stabilisce che se il lavoratore è andato dal medico l’assenza può essere giustificata con un’attestazione rilasciata dal medico stesso (anche privato).

La stretta non riconosce privilegi di sorta (o di “casta”): le norme sui applicano anche ai dipendenti pubblici di alto livello come magistrati o docenti universitari.

Una disciplina più elastica per i privati

Una disciplina decisamente più severa di quella dei dipendenti privati. Per loro il controllo non è obbligatorio ed è l’Inps a inviare la visita fiscale selezionando a campione tra i certificati medici pervenuti. Anche il datore di lavoro del dipendente privato può richiedere una visita attraverso la Asl, ma in questo caso è tenuto a pagarla. Ora col certificato elettronico tutta la procedura sarà più veloce. (A.D.M.)

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