Visite fiscali INPS: nuove regole 2016

L'Istituto Nazionale Previdenza Sociale ha illustrato regole, orari e sanzioni in vigore dallo scorso anno per le visite fiscali. Interessati dipendenti pubblici e privati

Una circolare emanata dall’INPS illustra le nuove regole, in vigore già dallo scorso anno, in relazione a orari delle visite fiscali e sanzioni in caso di non ottemperanza da parte di chi si assenta dal lavoro.
Le disposizioni interessano l’intera platea di lavoratori. Si parla di oltre 20 milioni di persone, dei quali più di 3 milioni sono dipendenti pubblici.
Sono interessati anche i medici fiscali, tenuti a verificare le condizioni fisiche del lavoratore e analizzare la patologia nel documento di malattia; se necessario possono protrarre di 48 ore la diagnosi ed eventualmente variarla.

I dipendenti pubblici in malattia devono essere reperibili 7 giorni su 7. Non fanno eccezioni i giorni festivi e le giornate non lavorative.
Gli orari in cui si può ricevere la visita fiscale, inviata dal datore di lavoro o dall’INPS, vanno per la mattina dalle 9:00 alle 13:00 e per il pomeriggio dalle 15:00 alle 18:00.
In tali fasce orarie il lavoratore deve farsi trovare presso l’indirizzo di residenza risultante nella documentazione di malattia.
Sono considerati dipendenti pubblici gli insegnanti, i vigili del fuoco, i militari, la polizia di stato, i dipendenti ASL, i dipendenti statali e quelli della Pubblica Amministrazione.

Per i dipendenti privati sono previsti i medesimi giorni di reperibilità (7 su 7), ma cambiano gli orari: devono trovarsi presso la propria residenza dalle 10:00 alle 12:00 a dalle 17:00 alle 19:00.
L’INPS prevede alcune situazioni, valide sia per i dipendenti pubblici che per i privati, in cui decade il vincolo di reperibilità.
Anzitutto, coloro che hanno già ricevuto la visita fiscale durante il periodo indicato nel certificato attestante la malattia sono esenti dall’applicazione di queste regole.
Inoltre, le regole standard della visita fiscale non si applicano quando si è in presenza di: infortuni sul lavoro; patologie documentate; gestazione a rischio; quadri morbosi inerenti alla circostanza di menomazione attestata; malattie gravi, per le quali il paziente necessita di cure salvavita.

Per i primi nove mesi della malattia la retribuzione del lavoratore è del 100%. La retribuzione cala al 90% dal decimo fino al dodicesimo mese, per poi calare al 50% dalla tredicesima alla diciottesima (e ultima) mensilità di malattia.
E se il lavoratore assente per malattia riceve la visita fiscale e non viene trovato presso la sua residenza negli orari definiti? Viene invitato, mediante comunicazione ufficiale, presso l’ambulatorio della ASL per giustificare la sua assenza. Qualora sia provvisto di una valida motivazione, non percepirà più il 100% della retribuzione nei primi 10 giorni, mentre nei giorni successivi percepirà solo il 50% di quanto previsto in busta paga.

Immagini: Depositphotos

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