Visite fiscali, dal 1° settembre cambiano le regole: le novità

La riforma Madia istituisce il polo unico Inps, che si occuperà delle visite fiscali dei dipendenti pubblici in malattia

Il polo unico Inps è in arrivo dal 1° settembre 2017, e porta con sé vari cambiamenti riguardanti le visite fiscali degli impiegati nei servizi statali centrali e locali. Le modifiche riguardano i dipendenti pubblici, per i quali gli accertamenti in materie medico-legali passeranno all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale invece che all’Asl, come avviene adesso. La riforma Madia viene così applicata attraverso due decreti legislativi che mettono in pratica il nuovo testo unico del pubblico impiego. La mozione, approvata il 19 maggio 2017 dal Consiglio dei Ministri, entrerà in vigore il 1° settembre di quest’anno.

Il polo unico gestirà d’ora in poi le visite fiscali sia private che pubbliche. L’Inps diviene così l’organo di controllo incaricato di effettuare gli accertamenti medico-legali su tutti i dipendenti assenti dal servizio per motivi di malattia. Questa misura punta a massimizzare l’efficacia dei controlli.

Cambieranno presto anche le fasce orarie di reperibilità: in vista di una omologazione dei settori privato e pubblico, l’Inps dovrà creare un sistema di visite uniforme. Attualmente la normativa vigente nel pubblico fissa gli orari di visita dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, con obbligo di reperibilità anche nei giorni festivi. Nel privato, invece, le fasce previste sono dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.

La riforma Madia ha ricevuto il nulla osta del Governo, e porta novità anche in materia di licenziamenti disciplinari e piani per la stabilizzazione del lavoro precario. Importante è il focus sul fronte della produttività e delle performance, il cui report avrà un peso sul compenso economico e porterà, dopo tre anni di “valutazioni negative” ad un possibile licenziamento del dipendente inadempiente. Vento di novità anche per i nuovi posti di lavoro. Il piano Madia porterà infatti ad una nuova stagione di assunzioni. I dipendenti precari verranno assorbiti, nell’arco dei prossimi tre anni, all’interno dell’organico statale. L’obiettivo è quello di attirare le nuove generazioni, giovani e qualificate, all’interno del settore pubblico.

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