Visite fiscali, arriva il responso del Governo: gli orari restano invariati

L’armonizzazione non avverrà: i dipendenti pubblici continueranno ad essere reperibili per le visite fiscali per 7 ore, contro le 4 dei dipendenti privati.

La ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Marianna Madia, insieme al ministro Poletti, ha posto (per ora) fine alla questione sulla reperibilità fiscale dei dipendenti statali: non ci sarà alcuna modifica alle fasce orarie attualmente in vigore. Quella della fascia unica per le reperibilità fiscali era una delle più significative novità previste dai decreti correttivi alla riforma del Pubblico Impiego e, oggi, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29/12/2017 il nuovo regolamento per “l’accertamento delle assenze dal servizio per malattia” ha finalmente il suo responso: i dipendenti pubblici continueranno ad avere una fascia di reperibilità di 7 ore, contro le 4 previste per i dipendenti del settore privato. Una riduzione della finestra oraria, ha spiegato la Madia commentando la sua decisione, avrebbe infatti diminuito l’incisività della disciplina dei controlli.

Così, a partire dal 13 gennaio 2018, i dipendenti pubblici assenti dal lavoro per malattia dovranno essere reperibili – per eventuali visite fiscaliogni giorno, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, compresi i giorni festivi e quelli non lavorativi. I dipendenti privati, invece, dovranno trovarsi presso il loro domicilio dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00. Di fatto, nulla è cambiato: la differenza tra i lavoratori privati e quelli pubblici, in tema di visite fiscali, è rimasta immutata. Il Presidente dell’INPS Tito Boeri, che aveva spinto verso l’aumento a 7 ore reperibili per tutti, ha accolto con disappunto la decisione della Madia, sostenendo che la mancata armonizzazione renderà difficile realizzare le economie di scala che stanno alla base della scelta del polo unico per le visite mediche di controllo, secondo cui l’Inps ha competenza esclusiva nell’effettuare visite fiscali su richiesta dei datori di lavoro pubblici e privati.

Il nuovo Regolamento non si è però “limitato” a pronunciarsi su di un’eventuale modifica alle fasce orarie. Ha anche introdotto un’importante novità: l’Inps potrà ora ordinare controlli medici a domicilio – affidandosi a uno dei 1300 medici iscritti alle liste speciali per le visite fiscali – anche in prossimità delle giornate festive e di riposo settimanale, e con cadenza sistematica e ripetitiva. Inoltre, l’esclusione dalla reperibilità del dipendente riguarderà ora solamente tre ipotesi e non più cinque: il caso in cui il lavoratore abbia una patologia che richieda l’uso di terapia salvavita, la causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della Tabella A o E del DpR n. 834/1981 e gli stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%; le vittime di infortuni sul lavoro e i dipendenti già interessati da una visita fiscale nello stesso periodo di prognosi dovranno invece adesso essere reperibili.

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