Visite fiscali a docenti per il 2016: regole, orari e sanzioni

Con ill Decreto Legislativo del 2011 le regole per le visite fiscali dei docenti sono cambiate. Scopriamo cosa cambia in regolamenti, orari ed eventuali sanzioni.

L’introduzione mediante decreto legislativo delle novità riguardanti le visite fiscali per i lavoratori del settore pubblico ha investito necessariamente anche il settore dei docenti (di ogni ordine e grado), cambiando regole, orari e sanzioni. Le disposizioni riguardano vari categorie di lavoratori: gli insegnanti rientrano nel gruppo assieme ai lavoratori della Pubblica Amministrazione, quelli degli enti locali, i dipendenti ASL, i militari, il personale di Polizia di Stato o Vigili del Fuoco.

Per queste figure, la reperibilità in caso di assenza da lavoro è considerata pari a sette giorni sul sette; sono inclusi i giorni festivi e prefestivi, i weekend, i sabati e tutte le festività. La visita fiscale può avvenire in due fasce orarie durante la giornata: la prima dalle ore 09:00 alle ore 13:00, mentre la seconda dalle ore 15:00 alle ore 18:00. La visita da parte del medico fiscale può ovviamente verificarsi solo all’indirizzo indicato nel certificato di malattia, quindi non è valida qualsiasi localizzazione del lavoratore malato in altra sede (salvo alcune eccezioni, indicate in basso).
Il docente che debba assentarsi dal lavoro per motivi di salute ha l’obbligo di comunicare all’Istituto presso cui presta attività entro la mattina del primo giorno di assenza, dichiarando l’orario ed il domicilio presso cui è possibile svolgere le visite fiscali ed il periodo di assenza ipotizzata. Rimane valida la possibilità di informare dell’assenza per interposta persona, ma è comunque necessario avvisare l’amministrazione il prima possibile.

Le uniche eccezioni considerate valide per potersi assentare dal luogo segnalato per la visita fiscale devono essere adeguatamente giustificate (ad esempio, visite ambulatoriali o specialistiche, esami o altre prestazioni sanitarie). In questo caso, comunque, il docente deve avvertire l’amministrazione e fornire valida documentazione che giustifichi l’assenza in caso di richiesta. L’unica giustificazione accettata deve provenire da un medico riconosciuto dal Sistema Sanitario Nazionale (non è quindi valida quella di un medico professionista non iscritto nei sistemi del SSN).
Ex lege, per i primi dieci giorni di assenza il docente è retribuito con trattamento base, ad eccezione di assenza dal posto di lavoro per terapie salvavita, causa di servizio, infortunio sul lavoro o malattia professionale.

Cosa succede se il medico fiscale non trova nessuno in casa? Se il lavoratore non fornisce giustificazione dell’assenza (come, ad esempio, nei casi sopra indicati), perde la possibilità di ottenere il 100% di retribuzione dei dieci giorni come previsto dalla legge. Ci sono comunque quindici giorni di tempo per poter presentare opportuna documentazione che comprovi la giustificata assenza ed evitare dunque la sanzione.

Immagini: Depositphotos

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