Visita fiscale: le casistiche di esclusione

L'esenzione dalla visita fiscale sta per essere introdotta anche per i dipendenti di aziende private, visto che oggi è una possibilità garantita esclusivamente ai dipendenti pubblici

La visita fiscale è un controllo, inviato direttamente dal datore di lavoro, che intende controllare l’effettivo stato patologico del suo dipendente in congedo per malattia. Questa visita avviene in orari ben precisi del giorno, che per i dipendenti di aziende private è tra le 10:00 e le 12:00, e tra le 17:00 e le 19:00 di ogni giorno della settimana, compresi i festivi (anche Natale o altre festività religiose). In alcuni casi particolari i dipendenti pubblici, dal 2009, possono ottenere l’esenzione dalla visita fiscale. Le nuove leggi sul lavoro del 2015 e 2016 stanno introducendo questa possibilità anche per i dipendenti di aziende private di qualsiasi tipologia.

L’esonero dalla visita fiscale è motivato dalla presenza di patologie di un certo tipo, che impediscono al malato di svolgere la sua regolare attività lavorativa, ma al contempo non lo relegano necessariamente in casa. Queste malattie sono, in primis, quelle molto gravi o croniche, come ad esempio l’insufficienza renale con necessità di dialisi, o le patologie correlate a forme tumorali che portano il paziente a prolungati cicli di cure chemioterapiche. È chiaro che queste categorie di persone sono costrette ad assentarsi dal loro domicilio per diverse ore al giorno, proprio per poter essere sottoposte alle terapie che salvano loro la vita.

Possono richiedere l’esenzione dalla visita fiscale anche tutti coloro che presentano invalidità superiori al 67%, o che hanno subito degli incidenti sul lavoro. Allo stesso modo possono approfittare di questo particolare trattamento i lavoratori dipendenti che sono in congedo per una malattia professionale INAIL, i cui sintomi sono strettamente correlati con il lavoro svolto quotidianamente in azienda. Quindi patologie quali l’ernia del disco causata dal movimento svolto in catena di montaggio o dalle vibrazioni cui è sottoposta la colonna vertebrale durante un normale turno lavorativo.

Le persone colpite da questi disturbi sono molte e spesso, nonostante per loro sia necessario trascorrere un periodo lontano dai gesti compiuti durante una giornata lavorativa, questo non significa che non debbano uscire di casa, ad esempio per dei trattamenti fisioterapici connessi con il periodo di malattia. L’esenzione dalla visita fiscale non avviene in modo automatico; il malato deve quindi interessarsi presso il suo medico di base, o nella struttura ospedaliere in cui viene curato, in modo da compilare tutta la modulistica necessaria, che dovrà poi essere inviata all’INPS e al datore di lavoro, direttamente dai medici coinvolti.

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