Vinitaly, i vini che danno più lavoro secondo Coldiretti

Il settore viticolo è una fetta importante dell’economia italiana sia a livello nazionale che a livello internazionale, ed è anche quello che non ha subito inflessione occupazionale. Ecco i dati analizzati e diffusi da Coldiretti in occasione di Vinitaly 2017

Che il settore vinicolo sia una delle punte di diamante dell’economia nazionale non c’è alcun dubbio: i vini italiani sono sempre tra i più apprezzati e i più imitati a livello mondiale. Con un’antica tradizione alle spalle e un lavoro sempre onesto e rispettoso del territorio, i vini nazionali sono una garanzia. A riconfermarlo ancora una volta è il Vinitaly, il salone internazionale dei vini e distillati che si è appena conclusa a Verona.

In occasione del salone del vino, Coldiretti ha stilato e presentato una classifica ufficiale relativa ai vini DOC che hanno avuto un maggior impatto occupazionale a livello provinciale. Analizzando i dati relativi al 2016 forniti dalle province che in Italia producono vini DOC, l’associazione è arrivata a stilare una top ten. E sul podio troviamo la provincia di Chieti col suo Montepulciano d’Abruzzo Doc, al secondo posto la provincia di Foggia con il Puglia Igt, mentre la medaglia di bronzo spetta alla provincia di Trapani con il Doc Sicilia. Un podio che vede premiati una provincia del centro e due del sud Italia; a seguire poi, la provincia Pavese col suo Oltrepò Pavese Doc, quella piemontese di Asti con l’Asti Docg. Nel complesso, queste le province che hanno dato più lavoro nel 2016.

I parametri presi in considerazione da Coldiretti sono diversi. Da una parte la manodopera impiegata direttamente nelle vigne durante la raccolta e la lavorazione dello stesso, ma non solo: la cura dei vitigni, delle cantine, fino alla distribuzione commerciale. Ma l’industria vitivinicola ha anche moltissime attività connesse con la produzione del vino, che creano anch’esse lavoro. Parliamo delle industrie vetrarie, quelle che producono i tappi, le etichette, fino alle imprese che producono gli accessori e gli imballaggi. Senza dimenticare le aziende pubblicitarie e di marketing, le aziende che fanno enoturismo e divulgazione delle bioenergie ottenute con i residui delle potature e con i materiali di scarto risultanti dal processo di vendemmia.

Una forza occupazionale che continua a crescere e che porta al prodotto interno lordo un giro di denaro non indifferente. E la Coldiretti sta già analizzando i dati del primo trimestre di quest’anno: quale provincia darà più lavoro nel 2017?

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