Napoli, Whirlpool chiude: cosa succede ora ai lavoratori

Il capo del Ministero dello Sviluppo economico ha dichiarato che i dipendenti Whirlpool non rimarranno senza stipendio

“Credo che il tempo che abbiamo dedicato per cercare di dare strumenti di convinzione e anche materiali a Whirlpool per restare ormai è finito. Oggi dobbiamo essere certi di trovare una soluzione alternativa”. Lo ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli durante il question time del Senato, con una domanda relativa alla chiusura definitiva dello stabilimento di Napoli. Per la cessazione delle attività nel sito partenopeo della multinazionale, 420 dipendenti sono stati mandati a casa.

Patuanelli: “I lavoratori Whirlpool non resteranno senza stipendio”

“Io ci sto mettendo tutta la forza che ho per trovarla e posso assicurare che quel personale non resterà un giorno senza stipendio”, ha rassicurato il capo del Mise.

“Posto che lo stipendio è garantito fino al 31 dicembre, noi non dobbiamo trovare supporto economico agli operai che restano senza lavoro, ma dobbiamo trovare, e lo stiamo facendo, un imprenditore serio che voglia investire in quella fabbrica, e metteremo a sua disposizione tutti” gli strumenti possibili, ha chiarito il ministro. “Credo che la strada ci sia e le interlocuzioni che abbiamo in questo momento sono fondate e serie”.

“Abbiamo fatto il possibile per far restare Whirlpool a Napoli. Oggi dobbiamo fare il possibile, e sono certo che ci riusciremo perché quelle persone non perdano il lavoro, ma rimangano operative in quello stabilimento anche se con un altro gruppo e con un altro prodotto”, ha sottolineato.

Whirlpool chiude le attività: cosa ha dichiarato Giuseppe Conte

Whirlpool ha cessato le attività produttive nello stabilimento di Napoli a partire dal 1 novembre, nonostante il tentativo del Governo di fornire soluzioni a Marc Blitzer, amministatore delegato della corporazione. All’incontro con i sindacati, il premier Giuseppe Conte aveva confermato ciò che l’azienda aveva già annunciato ai dipendenti: la fine della produzione nel sito campano.

“Disattendere gli accordi è un brutto segnale per l’azienda multinazionale, per gli altri stabilimenti, per il Paese”, e l’esecutivo non può “rimanere indifferente rispetto a questo disimpegno”, aveva dichiarato il presidente del Consiglio. Anche in quella circostanza aveva promesso che il Governo avrebbe messo “sul piatto le varie possibilità e opzioni”, e la disponibilità “a fare qualsiasi cosa” per tenere la fabbrica aperta.

Il premier aveva sottolineato la vicinanza delle istituzioni ai lavoratori, invitando tutti a tenere duro in questo momento delicato, concludendo informalmente l’incontro con i sindacati dicendo: “Grazie a tutti, forza!”.

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