Tredicesima a rischio per i lavoratori senza Green pass

I lavoratori senza Green pass, sospesi, potrebbero non ricevere integralmente la tredicesima mensilità quest'anno

Tredicesima a rischio per i lavoratori senza Green pass. Mentre il Governo valuta la possibilità di estendere l’obbligo della Certificazione verde Covid al lavoro oltre il 31 dicembre 2021, sono ancora molti i lavoratori che ne risultano oggi sprovvisti. Escludendo i soggetti a cui è riconosciuta l’esenzione (qui l’elenco), per tutti i professionisti del settore pubblico e privato – sia dipendenti, che p. Iva – il mancato rispetto delle disposizioni comporta la sospensione dall’attività svolta. L’assenza dal lavoro, in questi casi, è considerata assenza ingiustificata, con tutti i rischi che essa comporta.

Perché i lavoratori senza Green pass rischiano di non ricevere la tredicesima

Come previsto dal decreto Green pass (qui l’approfondimento), il lavoratore che si presenta in azienda sprovvisto di Green pass è considerato assente ingiustificato e, pertanto, non ha diritto alla retribuzione per quei giorni (poiché anch’essa sospesa).

Pur venendogli riconosciuta la garanzia della conservazione del rapporto di lavoro (cos’è e come funziona la sospensione “con riserva” ve lo abbiamo spiegato qui), il lavoratore per i giorni di assenza ingiustificata perde anche tutti gli altri compensi o emolumenti ad essa connessi. Per quanto riguarda la tredicesima, di fatto, i giorni di sospensione non negano a prescindere l’erogazione della stessa, ma potrebbero comprometterla.

Va ricordato, a tal proposito, che la tredicesima si calcola prendendo la retribuzione lorda annuale, suddividendola per 12 mensilità e moltiplicandola per i mesi effettivi di lavoro svolti. Per conteggiare un mese pieno bisogna però aver lavorato per almeno 15 giorni. Pertanto, se la sospensione del lavoratore sprovvisto di Green pass dura più di due settimane in un mese, quello stesso periodo non potrà essere computato ai fini del calcolo.

Come calcolare la tredicesima

La tredicesima mensilità corrisponde ad un dodicesimo dell’intera retribuzione annua (calcolo che tiene conto di tutte le voci del cedolino paga) e viene erogata in aggiunta alla retribuzione ordinaria. La tredicesima matura anche durante le assenze per malattia, infortunio sul lavoro e maternità, nei limiti del periodo di conservazione del posto e per la parte non liquidata dagli enti preposti.

Vi sono dei periodi di sospensione dell’attività lavorativa che, tuttavia, non vengono riconosciuti dall’Inps ai fini previdenziali. Tra questi, appunto, i giorni di assenza ingiustificata.

Tredicesima 2021, quando viene pagata

In origine non vi era una vera e propria legge a disciplinare l’erogazione della tredicesima mensilità, ma erano i datori di lavoro – su base volontaria – a decidere se riconoscere o meno ai propri dipendenti la cd. “gratifica natalizia“, erogata per l’appunto nel mese di dicembre.

Con il contratto collettivo nazionale del lavoro (CCNL) del 5/8/1937 è poi diventata obbligatoria per le imprese industriali e, successivamente, con il DPR 1070/1960 è stata estesa a tutti i lavoratori.

Hanno diritto alla tredicesima:

  • i lavoratori dipendenti (sia a tempo determinato che a tempo indeterminato), pubblici e privati;
  • i lavoratori domestici (colf, badanti, baby sitter);
  • i pensionati.

A lavoratori e collaboratori domestici (esclusi autonomi e parasubordinati) la tredicesima viene solitamente erogata – ancora – nel mese di dicembre, in aggiunta all’ultimo stipendio dell’anno. È possibile che il datore di lavoro consegni loro un cedolino a parte o, in alternativa, può integrare la cifra direttamente nel prospetto paga di dicembre.

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