Arriva il super green pass per tutti al lavoro: cosa può cambiare ancora

Sul tavolo del Consiglio dei ministri, quasi sicuramente il 5 gennaio, ci sarà molto probabilmente l'opzione dell'obbligo vaccinale per tutti i lavoratori

Colpo di scena nel Cdm di mercoledì prossimo. A differenza di quanto ipotizzato nei giorni scorsi, sul tavolo dei ministri, quasi sicuramente il 5 gennaio, non ci sarà l’opzione dell’obbligo vaccinale per tutti gli over 18, ma solo il super green pass per tutti i lavoratori, sia nel settore privato che pubblico.

Super green pass: l’ipotesi del governo per i lavoratori

Un cambio di rotta comunque non da poco, soluzione fortemente caldeggiata dal ministro della PA Renato Brunetta, a cui il governo Draghi sembrerebbe ormai deciso ad approdare dopo mesi di tira e molla. Una soluzione a lungo ventilata anche da sindacati e Confindustria, ma sulla quale l’esecutivo aveva voluto prendere tempo, per spingere i non ancora vaccinati a compiere il passo e proteggersi per lavorare.

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ritiene “ragionevole” l’estensione del super green pass ai luoghi di lavoro, perché, dice, “è una misura che può incentivare la vaccinazione”. “Il governo fino ad oggi ha deciso di affrontare un percorso graduale e credo che si proseguirà su questa strada” ma in questi ultime settimane c’è stato un incremento di nuove prime dosi, penso si possa arrivare all’estensione”.

D’altronde, mentre scattano nuove regole per la quarantena, il governo Draghi è stato il primo ad introdurre gli obblighi vaccinali per alcune categorie, “proseguiremo con la gradualità che ci ha sempre contraddistinto”, e Costa non esclude che si possa prevedere di introdurre l’obbligo vaccinale per altre categorie.

Quanti italiani non hanno ancora fatto il vaccino

Ora i numeri – di Omicron ( (qui quanto dura l’incubazione di Omicron).) e Delta – parlano chiaro e non si può più aspettare, soprattutto con la variante Omicron che avanza e che dimostra di essere estremamente più contagiosa rispetto alle precedenti. Già nei Cdm di dicembre se n’era discusso, ma Lega e M5S si erano dette contrarie e avevano sbarrato la strada: il Carroccio contrario all’obbligo vaccinale, i grillini scettici sulla scelta di lasciare fuori, ad esempio, disoccupati e studenti universitari.

Ci sono ancora cittadini che non si sono sottoposti nemmeno alla prima dose di vaccino, rappresentando un evidente rischio sia per sé che per i colleghi: 5,5 milioni gli italiani che resistono alla somministrazione del vaccino, di cui ben 3 milioni nella fascia d’età compresa tra i 30 e i 59 anni. Un numero enorme, che non può fermare ancora una volta un intero Paese. Una situazione, quindi, che va risolta.

L’obbligo di green pass rafforzato – dunque solo per vaccinati o guariti dal Covid – al momento è già pronto per tutti i dipendenti pubblici della Pubblica amministrazione che ancora mancano all’appello: una platea di circa 950mila lavoratori, considerando che per le forze dell’ordine, per la scuola e il mondo della sanità l’obbligo è già realtà.

Ipotesi road map graduale per il settore privato

Naturalmente resteranno ancora una volta esclusi coloro che sono esentati dal vaccino per ragioni di salute, opportunamente certificate e solo se rientranti nelle categorie elencate dal Ministero.

Ora, il nodo da sciogliere è se estendere l’obbligo effettivamente a tutti i lavori privati, “arrivando a una soluzione che il premier Mario Draghi vuole il più condivisa possibile, senza arrivare a strappi o divisioni”, hanno spiegato fonti di Palazzo Chigi all’Adnkronos.

Per il settore privato dovrebbe essere prevista una sorta di road map, così da introdurre l’obbligo vaccinale procedendo per comparti, senza mettere in affanno alcune realtà produttive che, a causa dell’impennata dei contagi, sono già in difficoltà per le assenze per malattia.

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