Stipendi più alti con meno tasse: la promessa del Governo

Il ministro Adolfo Urso promette il taglio del cuneo fiscale per aumentare i salari, e la misura è accolta positivamente da Confindustria

Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy in quota Fratelli d’Italia, ha annunciato le misure che il Governo intende predisporre per “incentivare il lavoro nel nostro Paese”. Lo ha fatto nel corso del Forum Piccola Industria organizzato a Mogliano, in provincia di Treviso, da Confindustria. Ha spiegato anche che l’obiettivo finale sarà quello di aumentare il divario tra il numero di persone che vivono con un sussidio di Stato e quelle che vivono “contribuendo a creare un reddito per la loro famiglia e il loro Paese”.

Taglio del cuneo fiscale: Adolfo Urso annuncia la misura per lavoratori e imprese

L’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni sta pensando seriamente al taglio del cuneo fiscale. “È quello che serve”, ha sottolineato il numero uno dell’ex Ministero dello Sviluppo economico. E “siamo certi che avverrà”, in maniera graduale. Secondo quanto dichiarato da Adolfo Urso, il taglio del cuneo fiscale interesserà per due terzi i lavoratori e un terzo l’azienda. Con un beneficio notevole per i salari, considerando che il netto in busta paga aumenterà.

Il ministro ha fatto una riflessione sul fato che in Italia mancherebbe una politica industriale da troppo tempo, e che il Governo intende muoversi in tal senso in concerto con l’Europa, con la revisione del patto di stabilità e di sviluppo, che senza modifiche ci accompagnerebbe a una “decrescita” a livello comunitario. Bisognerà “puntare alla realizzazione di campioni europei“.

Ha spiegato che in alcuni casi saranno italiani, in altri ci saranno delle partnership con altri Paesi e in altri ancora saranno le aziende nostrane a entrare in filiere trainate da leader internazionali. “I problemi sono comuni”, ha sottolineato, e “la Germania e la Francia non stanno meglio di noi”.

Parere positivo di Carlo Bonomi (Confindustria) sul taglio del cuneo fiscale

Durante l’evento Carlo Bonomi ha parlato a lungo del nuovo decreto Aiuti quater e delle misure necessarie per rilanciare il mondo dell’industria e del lavoro. Il taglio del cuneo fiscale, per il presidente di Confindustria, rimane una delle priorità. Per “rimettere soldi in tasca agli italiani”, specialmente a quelli che rientrano nelle fasce di reddito basse e che sono stati dunque più colpiti dalla crisi economica e dall’inflazione.

L’Italia, che spende oltre mille miliardi di euro all’anno di spesa pubblica potrebbe, secondo Carlo Bonomi, destinare il 4% o il 5% di tale spesa, dunque tra i 50 e i 60 miliardi, per attuare interventi importanti per lavoratori e imprese, tra cui appunto il taglio del cuneo fiscale.

Le riserve di Confindustria sul dl Aiuti quater e l’aumento dei fringe benefit

Ha parlato positivamente delle risorse stanziate contro il caro bollette attraverso il nuovo decreto legge (qua tutte le misure del dl Aiuti quater). Ma ha criticato la mancanza di interventi strutturali sui temi del lavoro. Si è mostrato invece critico sulla parte del documento che ha aumentato la soglia dei fringe benefit a 3 mila euro all’anno (come anticipato qua), considerando che riguarda circa il 17% dei lavoratori, “quindi molto pochi” e che “sposta la palla nel campo delle imprese”.

Alcune aziende riusciranno a erogarli senza problemi, altre lo faranno in maniera parziale. Altre ancora non potranno perché non ci sono le condizioni economiche per farlo, visto l’aumento dei costi delle materie prime e il caro bollette che stanno mettendo in difficoltà intere filiere. Sarà difficile trovare spazi di bilancio e di finanza per poter concedere i benefici esentasse ai lavoratori. E per questo Confindustria chiede “l’assunzione di responsabilità” da parte del Governo, con un vero e proprio taglio delle tasse sul lavoro. Qua i calcoli sul cuneo fiscale: ecco quanto incide sullo stipendio.