Spagna, settimana lavorativa di 4 giorni senza tagli agli stipendi: come funziona

Il ministero delle Industrie sta analizzando una proposta del partito di sinistra Más País per lanciare un progetto pilota che sarebbe unico al mondo

La Spagna sperimenterà la settimana lavorativa di 4 giorni. Il ministero delle Industrie sta analizzando una proposta del partito di sinistra Más País per lanciare un progetto pilota che sarebbe unico al mondo. Le aziende volontarie che aderiranno riceveranno sussidi in modo che i loro dipendenti non vengano né licenziati né subiscano una riduzione di stipendio.

Gli obiettivi del progetto

A febbraio il portavoce di Más País Íñigo Errejón ha proposto al governo una giornata lavorativa di 4 giorni, evidenziando come la Spagna sia uno dei Paesi con il maggior numero di ore di lavoro in Europa. L’intento di questo nuovo modello è favorire la conciliazione lavoro-famiglia e migliorare la produttività, che secondo i dati Eurostat nel Paese è inferiore di due decimi alla media Ue.

In Spagna, dove la disoccupazione morde, si lavora in media 36,4 ore a settimana. In Italia 35,6, in Germania solo 34,2, e qui la produttività è 4,5 punti superiore a quella spagnola. Dimostrazione che numero di ore lavorate e produttività non vanno necessariamente di pari passo.

Errejón ha detto senza mezzi termini che la quarta ondata Covid “sarà quella della salute mentale”. L’ex braccio destro di Pablo Iglesias in Podemos ritiene che la svolta passi proprio per un cambiamento del rapporto con il lavoro, che la pandemia ha messo a nudo.

Dove e come si sperimenterà la settimana di lavoro ristretta

Il progetto, che partirà in via sperimentale in 200 aziende, interesserà tra i 3mila e i 6mila lavoratori. Per questo verranno stanziati fino a 50 milioni di euro di fondi europei per coprire le spese. Lo Stato si farà carico del 100% dei costi della transizione durante il primo anno, del 50% durante il secondo e del 33% durante il terzo.

L’aspetto davvero rivoluzionario del piano della sinistra spagnola è che non ci saranno tagli agli stipendi. Il capo del programma di Más País Héctor Tejero ha chiesto che il test venga fatto in piccole e medie imprese con un numero di dipendenti compreso tra 6 e 200, più rappresentative dell’industria spagnola, che solo nel 2020 ha perso il 12% di fatturato.

Nessun taglio allo stipendio

Per poter accedere ai finanziamenti devono essere rispettate le due regole: il mantenimento o l’incremento del numero dei lavoratori e nessuna riduzione di stipendio. Come ammette anche Tejero, è più facile applicare il modello in determinate aziende, come quelle per la consulenza o i call center, ma l’obiettivo è “riflettere la struttura produttiva del Paese”, includendo, per esempio, la ristorazione.

Ogni azienda aderente riceverà in media circa 250mila. Il denaro sarà utilizzato a piacere delle aziende, sia assumendo più lavoratori per coprire le giornate “vuote” sia accelerandone la digitalizzazione.

Dall’altra parte, sarà data flessibilità alle aziende per scegliere la modalità di riduzione delle ore di lavoro, tenendo conto che non per tutte potrebbe essere semplice eliminare un giorno lavorativo. Quindi saranno direttamente le aziende a scegliere tra la riduzione di un turno giornaliero, per un totale di 32 ore settimanali, o di periodi di 4 giorni.

L’esperimento spagnolo potrebbe durare da uno a tre anni con possibilità di recesso se le aziende lo ritenessero dannoso. I benefici sarebbero diversi, non solo dal punto vista del benessere psicologico ma anche per la riduzione dell’inquinamento: “Gli studi dimostrano che quando si ha una vita più rapida e stressante si ricorre a comportamenti più contaminanti, come mangiare fuori e prendere l’auto”.

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