Smart working, quanto si risparmia lavorando da casa: le stime

Quanti soldi si risparmiano lavorando da casa? Lo smart working è conveniente davvero per i lavoratori?

Lavorare da casa è conveniente per un professionista? Quali sono i vantaggi economici che lo smart working assicura oggi ai lavoratori? Non tutti i tipi di attività possono chiedere ai propri dipendenti di lavorare da remoto ma, laddove è possibile, ci sono dei vantaggi economici? Mentre l’azienda risparmia in servizi e spazi da destinare ad uffici, quali sono i benefici per chi non torna a timbrare il cartellino tutte le mattine?

Smart working, i costi che incidono di più sul bilancio

Sono sempre di più professionisti che stanno chiedendo alle proprie aziende di continuare a lavorare da remoto anche dopo la pandemia. Nessuno può sapere quanto durerà questa tendenza, ma intanto è una realtà che sta prendendo sempre più piede. Al netto delle stime, una conclusione sembra accomunare tutti gli studi fatti fino ad ora: lo smart working ha sicuramente contribuito a cambiare le nostre abitudini, in alcuni casi ha migliorato le valutazioni di spesa, in molte occasioni ci ha permesso di risparmiare.

Secondo una prima analisi condotta da FlexJobs, portale specializzato nella ricerca di lavori da remoto, ad incidere maggiormente sul bilancio mensile del singolo lavoratore sono le spese che deve affrontare ogni mese come pendolare (abbonamento mezzi pubblici, costi benzina se si viaggia con auto propria, ma anche assicurazione e manutenzione della stessa etc.) . Si tratta di costi che variano a seconda della posizione territoriale, della città e dei servizi a disposizione di chi si sposta per raggiungere il proprio ufficio, ma che nella maggior parte dei casi sono quelli a fare la differenza quando si tratta di tirare le somme.

A questi, inoltre, si aggiungono i costi di colazioni, pranzi ed eventualmente cene fuori (per cui tra l’altro sono previsti degli aumenti, di cui vi abbiamo parlato qui), che tendenzialmente sono minori per i lavoratori in smart working. Stando a quanto emerso da questo studio, in media un lavoratore non pendolare risparmia 4 mila dollari l’anno (quasi 3.500 euro) se sceglie di svolgere la propria attività da casa.

Chi lavora da casa spende davvero di più per le bollette?

Non sono da sottovalutare nemmeno i costi relativi all’acquisto di indumenti e accessori per l’ufficio. Anche negli ambienti di lavoro dove è richiesto un look casual si tenderà ad avere un ricambio di vestiti diverso rispetto a chi lavora da remoto.

E come la mettiamo con gli aumenti di luce e gas per via del maggior lasso di tempo passato tra le mura domestiche? Pur essendosi registrati nel corso del 2020/2021, FlexJobs ha spiegato che nel corso dei mesi molte compagnie si sono adattate alle nuove esigenze, proponendo offerte e pacchetti in grado di andare incontro ai lavoratori in smart working. Inoltre, il distacco è ancora minore se si considera che in media una famiglia spende quasi 2 mila dollari l’anno per “vestiti e servizi”, il che include anche le attività domestiche svolte per tenere gli indumenti puliti (più cambi=più lavatrici).

A proposito di spese di luce e gas, preparatevi alla stangata in arrivo a Natale (ve ne abbiamo parlato qui).

Considerato il fattore tempo come denaro, infine, il calcolo costi-benefici sembrerebbe essere ancora più vantaggioso per i lavoratori da remoto. Secondo l’indagine, lavorando da casa un ex pendolare medio potrebbe risparmiare fino a 235 ore l’anno negli spostamenti. Una quantità di tempo che equivale a circa 29 giorni in più ogni anno, praticamente un mese intero di pausa dal lavoro.

Quanto risparmia un lavoratore in smart working lavorando da casa: la situazione in Italia

All’indagine FlexJobs, di portata internazionale, si vanno ad aggiungere i dati raccolti dall’Osservatorio Smart working del Politecnico di Milano, che sembrerebbero confermare la tesi secondo cui lavorare da casa è ad oggi più conveniente del “classico” lavoro “da ufficio”.

Come è emerso dallo studio, la possibilità di lavorare in media 2,5 giorni a settimana da casa sta portando poi a significativi risparmi di tempo e risorse per gli spostamenti. Secondo i ricercatori del Politecnico si risparmia fino a 23 ore l’anno e 1.450 euro al mese. Anche in questo caso, ad incidere maggiormente sul bilancio sono i costi degli spostamenti e, in generale, quelli legati al pendolarismo.

L’analisi ha tenuto conto del cd. “sistema ibrido”, a cui molte aziende in Italia si stanno ultimamente approcciando. Con l’allentamento delle restrizioni anti Covid, infatti, diversi lavoratori hanno chiesto di poter continuare a lavorare in smart working, cercando di trovare un punto di incontro con le imprese che hanno riaperto gli uffici, pronti a riaccaglierli. Così, nella maggior parte dei casi, si è scelto di alternare la presenza al lavoro da remoto, talvolta lasciando massima flessibilità (è il dipendente a decidere quando e se andare in ufficio) oppure in alternanza ai colleghi (con un sistema a turnazione).

Adattarsi a questa nuova realtà sembra essere più una necessità che una moda del mondo, secondo l’Osservatorio, infatti, lo smart working rimarrà o sarà introdotto nell’89% delle grandi aziende e nel 62% delle Pubbliche amministrazioni. In pratica, è destinato a diffondersi, superando i modelli classici che conosciamo.

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