Smart working verso la proroga? Cosa può succedere da maggio

Lo stato di emergenza scadrà il 30 aprile 2021, e l'imminente data spaventa le aziende: come comportarsi con i lavoratori in smart working? Gli scenari possibili da maggio

Il 2020 è stato l’anno della pandemia, con il coronavirus a viaggiare su un doppio binario emergenziale: da una parte la sanità, dall’altra l’economia e il lavoro. Per contenere i contagi cercando contemporaneamente di evitare la paralisi produttiva del Paese, durante il primo lockdown è stato dato ampio spazio a una forma di smart working.

Il lavoro da remoto ha permesso agli uffici e alla Pubblica amministrazione, al contrario delle realtà industriali e non dove la presenza umana è condizione necessaria, di aggirare la lontananza dalla scrivania. Il 30 aprile, però, lo stato di emergenza finirà: cosa succederà allo smart working?

Covid, lo stato di emergenza finirà il 30 aprile: lo smart working va verso la proroga

Lo stato di emergenza finirà il 30 aprile, data in cui è previsto il lavoro in modalità smart working ove possibile. Fino a fine mese, infatti, per attivare il lavoro agile si deve dare comunicazione al ministero del Lavoro, fornendo i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione in smart working. Ma da maggio cosa succederà? Se lo chiedono in molti, ma ad oggi mancano le risposte ufficiali del governo.

Lo smart working semplificato per l’emergenza Covid potrebbe essere prorogato di qualche mese, fino al 30 settembre, quando il piano vaccinale dovrebbe avere ormai garantito almeno una dose a tutti i cittadini. Perché il 30 settembre? Perché il governo potrebbe decidere di prorogare ulteriormente lo stato di emergenza.

Covid, lo stato di emergenza prorogato fino al 30 settembre? L’ipotesi

La politica non ha ancora deciso sulla proroga o meno dello stato di emergenza. Il problema legato allo smart working è stato sollevato da Tiziana Nisini, sottosegretaria leghista al Lavoro, che ha sottolineato come in questa fase sia opportuno pensare non solo alla ripartenza delle attività, ma soprattutto alla sicurezza dei lavoratori. La sottosegretaria del ministro Andrea Orlando si è detta favorevole a una proroga dello smart working così com’è adesso.

Ma anche le aziende sperano nell’estensione dei termini fino al 30 settembre, dato che in mancanza di una proroga si ritroverebbero sommerse dalla burocrazia da qui al 30 aprile. Senza la proroga, infatti, ogni impresa sarebbe costretta a convocare ogni singolo lavoratore in smart working per fargli firmare accordi individuali.

Alcune aziende hanno già firmato accordi con i sindacati: Fastweb, per esempio, ha prorogato lo smart working sino a giugno 2022. L’accordo prevede per tutti i dipendenti la possibilità di lavorare in ufficio o da remoto giorno per giorno, in accordo con il proprio responsabile.

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