Smart working, novità in arrivo da settembre: cosa cambia

La fase emergenziale dello smart working andrà in pensione e dal 1° settembre cambiano le regole per aziende e lavoratori per il lavoro agile

L’ultimo weekend di agosto appena trascorso ha sancito, per milioni di italiani, il ritorno alla vita di tutti i giorni dopo il relax delle vacanze e delle ferie. L’estate infatti volge ormai al termine e, una volta chiusa la portiera dell’auto che ha riportato tutti in città, è arrivato il momento di pensare al ritorno al lavoro (qui vi abbiamo parlato delle spese affrontate in vacanza dagli italiani).

Con ancora negli occhi e nella mente l’incanto delle giornate al mare trascorse in famiglia e con gli amici, gli italiani dovranno però far fronte al rientro in ufficio e, per molti, fare i conti con le novità relative allo smart working a partire dai prossimi giorni.

Smart Working, da settembre cambia tutto

Dal 1° settembre, infatti, arriveranno importanti novità sul lavoro agile, con un ritorno al passato non di poco conto. Con l’arrivo del nuovo mese termina la fase emergenziale dello smart working e si torna all’accordo individuale tra datore di lavoro e dipendente, come previsto dalla legge 81/2017.

Secondo questa legge, infatti, sarà l’accordo scritto tra azienda e lavoratore a decretare termini e condizioni per il lavoro agile che, successivamente, dovrà essere comunicato al ministero del Lavoro. La comunicazione dei nominativi dei dipendenti in smart dovrà essere infatti inviata telematicamente al ministero, con data di inizio e di cessazione delle prestazioni di lavoro in modalità agile, se il rapporto è a termine o l’indicazione che si tratta di un tempo indeterminato.

Per ogni datore rimarrà l’obbligo di descrivere in maniera dettagliata il patto stipulato con i propri dipendenti e inoltrarlo nel più breve tempo possibile al ministero del Lavoro. All’interno del documento dovrà essere specificata la strategia che si intende mettere in atto per regolare i tempi di riposo del lavoratore, oltre alle misure per assicurare la disconnessione. In caso di mancata comunicazione sarà applicata una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro per ogni lavoratore interessato.

Per tutti i lavoratori che invece non hanno sottoscritto alcun accordo individuale con le aziende, dal 1° settembre si tornerà al lavoro in presenza. Saranno chiamati a rientrare in ufficio anche i fragili e i genitori di under 14, poiché non c’è stata la proroga dello smart working al 100% per alcune categorie specifiche di lavoratori.

A sottolinearlo è stato il ministro del Lavoro Andrea Orlando, che ha spiegato che non è stato trovato l’accordo, né le risorse, per consentire la proroga del lavoro da remoto (vi avevamo già parlato qui delle nuove regole dello smart working a partire da settembre).

A chi è ancora concesso lo smart working

Così come avvenuto nelle precedenti scadenze sulla misura dello smart working, ad alcune categorie di lavoratori viene concessa la possibilità di restare in smart. A elencare le categorie di lavoratori con  priorità nel riconoscimento del diritto a lavorare in remoto è stato il Dlgs 105/2022. Potranno infatti proseguire col lavoro agile:

  • lavoratori con disabilità;
  • lavoratori con figli di età inferiore ai 12 anni;
  • lavoratori con figli disabili gravi;
  • lavoratori caregiver.

La pandemia da Covid-19 ha comunque lasciato il segno nel mondo del lavoro, con diverse aziende che hanno deciso di proseguire col lavoro da remoto e di aprire posizioni in smart working.