Covid, fino a quando è previsto lo smart working per i lavoratori fragili

Il governo ha prorogato la data entro la quale i lavoratori fragili, ossia quelli che presentano particolari patologie, devono lavorare in smart working

Secondo i dati dell’Osservatorio Smart Working, le persone che hanno lavorato da remoto nel 2020 sono stati 6,58 milioni: ossia, un terzo dei lavoratori dipendenti italiani (nel 2019 erano stati poco più di 570 mila). Con il decreto Covid numero 15 del 23 luglio 2021 il governo ha prorogato, con effetto reatroattivo dal 1° luglio, lo smart working per tutti quei dipendenti pubblici e privati che presentano particolari patologie. I cosiddetti lavoratori fragili. Fino a quanto potranno svolgere l’impiego da remoto?

Covid, fino a quando è previsto lo smart working per i lavoratori fragili

La proroga dello smart working per i lavoratori fragili, sia del settore pubblico sia del settore privato, ha effetto retroattivo dal 1° luglio (la misura era scaduta il 30 giugno, in accordo col decreto Sostegni) e durerà fino al 31 ottobre 2021. Lo prevede il decreto legge 105 del 23 luglio 2021: l’articolo 9 del dl, infatti, prevede la proroga dello smart working per chi ha particolari patologie, spostando la scadenza prevista dal comma 2-bis, articolo 26 del decreto legge n. 18/2020.

Lo smart working dovrà dunque essere riconosciuto a quei lavoratori che hanno una certificazione che attesta la loro condizione di rischio (immunodepressione, esiti da patologie oncologiche, svolgimento di relative terapie salvavita), inclusi quelli a cui è riconosciuta una disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

Qualora non fosse possibile lavorare in smart working, il dipendente potrà essere assegnato a una mansione diversa oppure allo svolgimento di un piano di formazione professionale (purché ovviamente la si svolga comunque sempre da remoto).

Bonus smart working: chi può richiederlo e a cosa serve

Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno il Parlamento ha approvato degli emendamenti al decreto Sostegni: tra questi, la proroga per tutto il 2021 dell’aumento a 516,46 euro destinati ai cosiddetti ‘fringe benefits. Si tratta del cosiddetto Bonus smart working, che permette ai datori di cedere ai dipendenti una cifra da spendere in beni e servizi per allestire l’ufficio in casa e lavorare da remoto.

Il Bonus smart working può essere usato per acquistare sedie ergonomiche, scrivanie, prodotti di illuminazione specifici per lavorare in modo adeguato (in termini di salute e sicurezza) anche da casa.

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