Smart working, dal 1° settembre si cambia ancora: le novità

Il governo ha ufficializzato alcune importanti decisioni che interessano milioni di dipendenti pubblici, ma anche i lavoratori autonomi: cosa dice la nuova regola

In un’estate in cui a farla da padrona è stata l’emergenza siccità che ha causato la più grande crisi idrica de Dopoguerra, unita all’inflazione galoppante che non accenna fermarsi e ai continui rincari del costo del gas, milioni di italiani sembrano essersi dimenticati della pandemia da coronavirus che ancora mette a dura prova il nostro Paese.

Le famiglie hanno lasciato le città per godersi qualche settimana di relax e sotto l’ombrellone non si discute più di mascherine e tamponi, ma delle prossime elezioni anticipate, con buona parte dell’opinione pubblica che ancora si domanda come possa essere caduto il governo di Mario Draghi in una situazione straordinaria come quella che stiamo vivendo.

Smart working, tutte le novità decise dal governo per dipendenti e lavoratori autonomi

Ma la fine delle ferie comporterà un ritorno alla normalità per imprese, dipendenti e lavoratori autonomi. In molti dovranno rimettersi a fare i conti con le dinamiche che ci hanno accompagnato in questi mesi, molte delle quali dettate proprio dall’emergenza sanitaria che non dà segni di cedimento da oltre due anni e mezzo. Tra queste, quella che ancora interessa maggiormente il lavoro degli italiani riguarda la possibilità di usufruire dello smart working, una misura cardine che l’allora governo Conte Bis mise in atto con forza per contrastare la prima ondata di contagi che travolse il nostro Paese.

Oggi si torna a discuterne per la scelta del Consiglio dei ministri di terminare il regime agevolato per il lavoro agile a partire dal prossimo 31 agosto. Una scelta che sposta le lancette indietro di 30 mesi e che riporta la disciplina alle condizioni precedenti allo scoppio della pandemia. Infatti, per usufruire dello smart working, non esisteranno più delle direttive statali valide per tutti, ma serviranno nuovi accordi che dovranno essere stipulati volta per volta tra le singole aziende e i propri dipendenti.

Resterà comunque in vigore il regime semplificato delle comunicazioni al ministero del Lavoro: dal 1° settembre infatti le aziende non dovranno più trasmettere le singole intese raggiunte una per una con ogni dipendente, ma potranno comunicare solo l’elenco dei contribuenti che hanno deciso in autonomia di firmare l’accordo.

Smart working, cosa cambia per i soggetti fragili e i lavoratori con figli a carico

Per ogni datore rimarrà l’obbligo di descrivere in maniera dettagliata il patto stipulato con i propri dipendenti e inoltrarlo nel più breve tempo possibile al ministero del Lavoro. All’interno del documento dovrà essere specificata la strategia che si intende mettere in atto per regolare i tempi di riposo del lavoratore, oltre alle misure per assicurare la disconnessione. La semplificazione voluta dall’esecutivo passa anche dalla possibilità per le aziende di integrare le nuove intese con le norme di un regolamento aziendale unilaterale che già risultano attive o di un accordo tra impresa e sindacato stipulato in precedenza.

Rimane in sospeso la questione che riguarda il lavoro agile per i lavoratori fragili o con figli minori di 14 anni. Le parti sociali hanno chiesto una proroga fino al prossimo 31 ottobre, ma la misura non è entrata nel decreto legge Aiuti bis approvato dal Parlamento. In queste ore il ministro Andrea Orlando si è espresso in merito affermando che il governo “proseguirà nell’azione per individuare le risorse necessarie” in fase di conversione del decreto.