“Siesta” contro il caldo o sciopero dei lavoratori: scoppia il caso

I dipendenti di un'importante azienda chiedono pause contro il caldo e lamentano di essere costantemente controllati dai propri dirigenti

“Fa troppo caldo e abbiamo troppo lavoro“. A lanciare l’allarme, attraverso Repubblica, è uno dei dipendenti di un’azienda che chiedono pause dal lavoro durante le ore della giornata con le temperature più alte. Solo pochi minuti per ripararsi dal caldo e dissetarsi. Che la dirigenza non vorrebbe concedere, anche a fronte della già difficile situazione di immagine che sta vivendo a causa dei disagi provocati alla popolazione. Nel mentre l’Inail e l’Inps fanno presente ad aziende e istituzioni che è necessario tutelare i lavoratori dallo stress termico.

I netturbini dell’Ama chiedono pause per bere e ripararsi dal caldo al lavoro

Il lavoratore è uno dei tanti uomini dell’Ama, l’azienda partecipata comunale che si occupa della nettezza urbana di Roma. È tra i netturbini che chiedono ai dirigenti una pausa dal lavoro di almeno 10 minuti ogni ora per ripararsi dal caldo e dissetarsi alle fontanelle, viste le altissime temperature nella Capitale, che dalle 12.30 alle 19 registrano picchi di 40° C.

Molti dipendenti dell’Ama avrebbero accusato malori, con colpi di sole e svenimenti, dovendo prendere giorni di malattia e assentandosi dal lavoro a causa del troppo caldo e dello stress. “Non chiamateci assenteisti“, ha avvertito uno di loro attraverso l’edizione digitale di Repubblica. Lamentando il fatto che lui e i suoi colleghi sarebbero costantemente monitorati dai dirigenti, pronti a beccarli in un momento di riposo o alla ricerca di ristoro a causa delle alte temperature.

Gli operatori sono ormai in rivolta, e, se non saranno accontentati, ridurranno la quantità di rifiuti che raccoglieranno, con uno sciopero bianco con cui garantiranno solo i servizi essenziali. E creeranno nuovi disagi alla città, che sembra essere finalmente sulla buona strada per risolvere l’ennesima emergenza, con i cassonetti pieni che sono ormai, nell’immaginario collettivo, uno dei simboli della Capitale, al pari del Colosseo e dell’Altare della Patria.

La richiesta ai vertici è quella di emanare un nuovo ordine di servizio per i turni pomeridiani, per fare fronte a una situazione “davvero drammatica”. I netturbini “non ce la fanno più”, ha sottolineato un portavoce del gruppo Lila, Laboratorio idee lavoratori Ama. O quello o la riduzione del carico del lavoro.

Caldo al lavoro: le nuove linee guida di Inali e Inps contro lo stress termico

In un comunicato congiunto l’Inps e l’Inail hanno illustrato tutte le iniziative volte a sostenere i lavoratori sottoposti a stress termico, in particolare quelli che svolgono attività all’aperto e non hanno modo di ripararsi dal sole o al chiuso con macchinari che operano ad alte temperature. Tra le misure previste c’è anche la cassa integrazione per il cado, di cui vi abbiamo spiegato qui il funzionamento.

Le altre disposizioni sono le seguenti.

  • Designazione di una persona che sovrintenda al piano di sorveglianza per la prevenzione degli effetti dello stress da caldo sulla salute e sulla sicurezza e l’adeguata risposta.
  • Identificazione dei pericoli e valutazione dei rischi legati al caldo.
  • Formazione dei lavoratori sugli effetti sulla salute dello stress da caldo e le patologie dovute alle elevate temperature.
  • Messa in atto di strategie di prevenzione e protezione indivudlale per i lavoratori, al fine di idratarsi e vestirsi correttamente.
  • Riorganizzazione dei turni di lavoro in funzione delle condizioni meteorologiche e climatiche più favorevoli.
  • Disponibilità di aree ombreggiate per le pause.
  • Acclimatazione dei lavoratori, con aumento graduale del carico di lavoro ed esposizione al calore nell’arco di 14 giorni.
  • Realizzazione del sistema compagno, con un collega designato a riconoscere le patologie da calore, prestare il primo soccorso e chiedere assistenza sanitaria.

Insomma, niente di diverso da quello che chiedono i lavoratori dell’Ama. Che sanno bene che di caldo si muore: qua le temperature più pericolose per l’uomo (a sorpresa). Non solo per le alte temperature, ma anche per l’assenza di acqua: qui i consigli per risparmiarla in questo periodo di siccità estrema.