Scuole chiuse, tutti gli aiuti per i genitori lavoratori: congedi, smart working e bonus

Dal congedo parentale al bonus baby sitter: tutti gli aiuti previsti per i genitori lavoratori dopo la chiusura delle scuole

Con l’emergenza sanitaria destinata a non rientrare, non nel breve termine per lo meno, per fronteggiare la diffusione dei contagi Covid il Governo ha deciso di chiudere le scuole, così da limitare gli spostamenti e ridurre i contatti non solo nelle regioni rosse, ma anche in quelle arancioni e gialle con più di 250 positivi ogni 100 mila abitanti. Tuttavia, mentre nel caso delle zone ad alto rischio (le rosse) la sospensione delle attività in presenza è imprescindibile, in quelle a rischio moderato rimane una possibilità. Per andare comunque incontro ai genitori lavoratori, il nuovo decreto ha previsto tutta una serie di aiuti destinati a chi dovrà fare i conti con i figli rimasti a casa a seguito della chiusura degli istituti scolastici.

Dal congedo parentale al bonus baby sitter, ma non solo: vediamo quali sono le agevolazioni in arrivo.

Scuola chiuse, ritornano i congedi parentali straordinari

Stando a quanto si evince dalla prima bozza del decreto, e come molti ministri hanno confermato nelle ultime ore, l’Esecutivo parrebbe intenzionato a riconfermare i concedi parentali straordinari riconosciuti ai genitori con figli minori di 14 anni. Si tratta di congedi retribuiti al 50% ammessi in tutti quei casi in cui i figli saranno costretti a rimanere a casa a seguito della chiusura delle scuole (o per via dell’assegnazione della nuova fascia di rischio o perché costretti in quarantena, magari a seguito di un positività di compagni/alunni/ o personale scolastico dell’istituto che il minore frequenta).

Quando il lavoratore può e deve essere messo in smart working

Nella disciplina che reintroduce i congedi parentali straordinari, già previsti dal Governo Conte ma in scadenza il 31 dicembre 2020, bisogna ancora definire il passaggio relativo al riconoscimento degli stessi in caso di smart working. Pur rimanendo a casa, infatti, il genitore dovrà lavorare, pertanto seguire il figlio nell’attività scolastica potrebbe diventare complicato. Per questo motivo, il nuovo decreto potrebbe seguire la stessa linea dei precedenti, ovvero quella di estendere i congedi retribuiti al 50% anche a chi lavora da remoto.

Lo smart working, infine, rimane incoraggiato in tutti quei casi in cui è possibile svolgere l’attività professionale direttamente da casa. Se in passato si è detto di riconoscere questa possibilità ai genitori con figli minori di 14 anni, adesso l’Esecutivo di Draghi sembrerebbe deciso ad alzare l’età a 16 anni.

Bonus baby sitter, qualcosa potrebbe cambiare

Tra gli aiuti previsti dal dl Sostegno per le famiglie spunta anche il bonus baby sitter, introdotto durante il primo lockdown e destinato ad essere riconfermato dal nuovo Governo. A marzo l’agevolazione prevedeva un contributo pari a 600 euro da riconoscere alle famiglie in possesso di determinati requisiti, importo che per determinati lavoratori (come i genitori impiegati nelle forze dell’ordine o gli operatori sanitari) saliva a 1.200 euro.

Con il nuovo decreto non è ancora stato definito l’importo, mentre è stata messa in discussione l’estensione dello stesso bonus ai nonni (categoria che era stata inserita in un secondo momento dal Governo Conte).

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