Tornano a scuola i prof no vax, ma non insegneranno: cosa faranno

L’ultimo decreto del Governo sulle nuove regole con la fine dello Stato di emergenza coinvolge anche docenti e personale scolastico: tutte le indicazioni

Secondo quanto previsto dalla normativa vigente, fino al prossimo 15 giugno resta in vigore l’obbligo vaccinale per tutto il personale scolastico. In caso di inosservanza delle indicazioni ministeriali (ossia per coloro che non si sono immunizzati), docenti ed educatori potranno però essere utilizzati dai presidi per svolgere attività di supporto all’istituzione scolastica.

Questo accadrà con la fine dello stato di emergenza, ossia dal prossimo 1 aprile 2022. I professori dunque non andranno in classe, ma potranno comunque lavorare all’interno dei relativi istituti. E’ questa la novità prevista dal decreto legge sulle disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto al Covid che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella giornata di venerdì e che contiene anche disposizioni che riguardano il mondo della scuola.

Obbligo della vaccinazione per i docenti, cosa cambia ad aprile

Secondo il provvedimento infatti la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni. Laddove invece non risulti l’avvenuta immunizzazione o la presentazione della richiesta di appuntamento nelle modalità stabilite nell’ambito della campagna vaccinale, il personale docente ed educativo deve ad ogni modo produrre, entro 5 giorni, la documentazione che ne attesti le motivazioni.

Infatti, secondo quanto si legge nel testo del decreto, insegnanti e personale scolastico dovranno dotare il proprio istituto di un attestato che dichiari “l’effettuazione della vaccinazione oppure l’attestazione relativa all’omissione o al differimento della stessa (valida per coloro che sono esenti), oppure la presentazione della richiesta di vaccinazione da eseguirsi in un termine non superiore a venti giorni dalla ricezione dell’invito, o comunque l’insussistenza dei presupposti per l’obbligo vaccinale“.

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Professori non immunizzati, cosa potranno fare nelle scuole

In caso di mancata presentazione della documentazione e di inosservanza dell’obbligo vaccinale, il personale docente ed educativo sarà quindi adoperato nelle classiche mansioni alternative all’insegnamento, come la gestione della biblioteca presente nell’istituto, l’organizzazione e l’integrazione dei materiali cartacei e multimediali in possesso della scuola, oppure in ausilio agli addetti alla segreteria. Questi ultimi spesso sono costretti a lavorare in forte difficoltà soprattutto in procinto degli appuntamenti più attesi dell’anno scolastico, come la compilazione delle pagelle e lo svolgimento degli esami di stato.

Dunque, oltre al loro rientro negli istituti, la notizia principale contenuta nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale è che i prof non vaccinati non andranno in classe. Alcuni sindacati da tempo considerano “incostituzionale l’obbligo vaccinale che nella scuola – accusano – continua a tenere sospesi dal servizio senza stipendio circa 10mila docenti e personale Ata”.

La decisione ha acceso diversi fronti di polemica nel settore. Molti i presidi in tutta Italia che lamentano come la concessione di rientrare al lavoro ai professori e al personale amministrativo no vax, ad oggi ancora pienamente sottoposti all’obbligo vaccinale per legge, non sia stata fatta dando indicazioni chiare: “Quale sarà la loro mansione?” si chiede il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, che paventa il rischio di “vedere pagati stipendi a persone per non lavorare“.