Scuola, a settembre in cattedra anche senza laurea: la nuova ordinanza della Azzolina

L'organico scolastico è ridotto al lumicino e, per evitare "buchi" nella scuola Primaria, il ministero prevede la figura degli studenti-insegnanti

A settembre si torna a scuola, senza se e senza ma. Lo ha sentenziato il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, che deve però fare ancora i conti con diversi ostacoli, prima della riapertura. E non tutti sono legati all’emergenza sanitaria scatenata dal nuovo Coronavirus: decine di migliaia di pensionamenti e tagli del passato hanno ridotto all’osso l’organico scolastico e a settembre si corre il serio rischio di non avere insegnanti e docenti a sufficienza.

Secondo le stime del dicastero di Viale Trastevere, saranno le Primarie a soffrire maggiormente la carenza di insegnanti. Così, per evitare che gli alunni della scuola dell’infanzia e quelli delle scuole medie si ritrovino senza insegnanti, la ministra Azzolina ha emanato una nuova ordinanza che riforma e stravolge le graduatorie dei precari. Di fatto, si tratta di un allargamento della platea dei supplenti della scuola Primaria anche agli studenti universitari, che ora potranno ambire ad avere un posto in classe ben prima di aver ottenuto la laurea.

Graduatorie provinciali supplenze, ufficiale l’apertura agli studenti universitari

L’ordinanza firmata dalla ministra Azzolina lo scorso 13 luglio conferma le indiscrezioni avanzate nelle settimane precedenti e consente agli iscritti al terzo, quarto o quinto anno della facoltà di Scienze della Formazionedi di potersi iscrivere alle graduatorie provinciali e ambire così a insegnare per un intero anno scolastico prima del conseguimento della laurea.

Gli “insegnanti-studenti” saranno l’alternativa alle cosiddette “messe a disposizione”, ossia delle graduatorie di istituto formate da laureati nelle discipline pià disparate che si candidano a ricoprire il ruolo di insegnante nel caso in cu le graduatorie regionali o provinciali siano andate esaurite.

Studenti in cattedra: le reazioni

Come era logico aspettarsi, l’ordinanza firmata dalla ministra Azzolina ha finito con lo scatenare diverse polemiche. Contro la decisione si è schierato il Consiglio Superiore dell’Istruzione, che ha chiesto al dicastero di Viale Trastevere di innalzare i requisiti richiesti per “difendere” gli alunni della scuola Primaria. Secondo gli esperti del Consiglio, dovrebbero poter accedere alle nuove graduatorie solo gli studenti che abbiano ottenuto 240 crediti universitari e, dunque, sono vicini al conseguimento della laurea magistrale.

Di tutt’altro avviso, invece, la Presidente del Coordinamento di Scienze della Formazione Eugenia Anastasia Maccarone. “In un recente passato – ha affermato la Presidente del coordinamento – si poteva insegnare con un diploma quadriennale, non capiamo perché ora non dovrebbero fare supplenze studenti che hanno superato un test selettivo all’università, hanno almeno tre anni di fornazione pedagogica, didattica, accademica, hanno fatto un’esperienza con il Tirocinio formativo attivo e presto si laureeranno”.

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