Scuola, figli a casa per Covid: in arrivo congedi e smart working?

La scuola riapre a breve ma non ci sono ancora certezze per i lavoratori su come gestire i figli in caso di quarantena

A scuola nonostante tutto, dice il Comitato tecnico scientifico con il supporto del parere dell’Oms. Ma la riapertura dal primo settembre presenta più di qualche incertezza. Per gli esperti non è possibile prevedere quanto le classi saranno serbatoi di focolai. Cosa fare se gli studenti, specie i più piccoli, dovessero essere contagiati e quindi obbligati a trascorrere un periodo di quarantena a casa?

Scuola, figli a casa per Covid: in arrivo congedi e smart working?

Gli alunni che risulteranno positivi dovranno passare la quarantena a casa. Ecco che per i genitori lavoratori si pone il problema di come accudirli. I congedi parentali Covid-19 retribuiti scadranno il 31 agosto e il diritto allo smart working con figli minori di 14 anni scadrà in concomitanza l’inizio della scuola.

La ministra delle Pari opportunità e della famiglia Elena Bonetti è a lavoro per l’estensione di questi strumenti: “È chiaro che se per malattia o quarantena un bambino deve stare a casa, è necessario provvedere alla sua custodia reintroducendo strumenti come congedi straordinari retribuiti e diritto allo smart working”.

Non c’è però ancora nulla di certo e definito a riguardo, nonostante il ritorno a scuola sia alle porte e i genitori potrebbero iniziare a fare i conti con questo problema già dalle prossime settimane.

Scuola, figli a casa per Covid: l’appello dei genitori

Angela Mambretti Nava, Presidentessa del Coordinamento Genitori democratici ne ha discusso con la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina durante l’incontro con alcune associazioni: “Abbiamo illustrato uno scenario possibile. Al primo bambino che ha la tosse cosa succede? Tutta la classe in quarantena? E se tutti gli alunni sono in isolamento cosa accade ai genitori? Devono essere tutelati. Se c’è una quarantena di un’intera classe o di un alunno i genitori hanno diritto al congedo parentale o devono pretendere che la quarantena sia considerata malattia“.

“La ministra si è impegnata in questo senso in collaborazione con il ministero della Famiglia- ha concluso Mambretti Nava. Sarà un anno scolastico non a rischio zero e questo deve diventare coscienza comune. Con le altre associazioni presenti, dal Moige alle Famiglie arcobaleno, abbiamo chiesto un protocollo preciso e sottolineato la necessità del medico scolastico. Non può essere il medico di base a gestire tutti i rapporti del contagiato”.

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