Scuola, contratto Covid: niente rinnovo per 30 mila lavoratori

L'Anief chiede la proroga dei contratti di migliaia di amministrativi e collaboratori scolastici: quali sono i rischi secondo il sindacato

Allarme licenziamenti nella scuola. Come sottolineato dal presidente nazionale dell’Associazione sindacale professionale (Anief), Marcello Pacifico, la dimenticanza nella Legge di Bilancio della proroga di 30 mila amministrativi e collaboratori scolastici precari “porterà le scuole alla paralisi”. La richiesta è che venga approvato un emendamento che proroghi i contratti almeno fino al 30 giugno. Cosa sta succedendo.

Scuola, contratto Covid: niente rinnovo per 30 mila lavoratori

L’Anief si sta impegnando per chiedere al Parlamento non solo la proroga dei contratti al 30 giugno, ma anche la stabilizzazione dei posti in organico di diritto. Secondo l’associazione, infatti, il governo Draghi ha deciso “in modo immotivato di ridurre di due terzi il personale utilizzato solo l’anno scorso, sempre durante la pandemia, nonostante il progressivo aumento dei contagi e delle classi in quarantena, 33 soltanto a Trieste”. Il rischio è che 30 mila lavoratori vengano licenziati a partire dal 1° gennaio 2022.

Per quanto concerne invece il reclutamento dei precari storici (nuovi requisiti insegnamento: dai crediti al tirocinio. Cosa cambia), per cui il sindacato ha chiesto l’immediata convocazione di un tavolo, Anief ha sottolineato come da anni si batta per il ritorno al sistema del cosiddetto ”doppio canale”, che prevede assunzioni al 50% dai concorsi ordinari (da bandire con regolarità) e al 50% da graduatorie per titoli e servizi.

Scuola, il problema delle classi pollaio: cosa dice l’Anief

Sul tema delle classi pollaio, l’Anief si è espressa affermando la scelta fatta dal Governo in tema di ‘classi pollaio‘ è “davvero minimale rispetto all’esigenza delle nostre scuole”. I dati diffusi dall’associazione dicono che:

  • le classi con oltre 27 alunni sono circa 10 mila;
  • quelle tra i 25 e i 27 iscritti alcune decine di migliaia;
  • quelle con circa 25 alunni: almeno 100 mila.

Stando così le cose, il presidente Pacifico ha detto che pensare di risolvere il problema dando delle deroghe nella formazione delle classi solo in casi estremi “serve a ridurre l’apice del problema ma non certo a estirparlo”. Ci si attende che grazie al Pnrr (qui i numeri della scuola sui quali Draghi ha puntato) possano arrivare dei finanziamenti per sdoppiare tutte le classi, arrivando a non più di 15 alunni per classe, fino a un massimo di 18, per garantire il distanziamento tra gli studenti (Terza dose agli insegnanti: come e quando sarà).

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