Cosa cambia per cassa integrazione e assegno ordinario Covid: le nuove scadenze

L'Inps ha chiarito i nuovi termini del differimento per l'invio delle domande per la cassa integrazione e gli assegni per cause legate all'emergenza Covid-19

L’Inps ha chiarito cosa avviene con il differimento dei termini decadenziali che riguardano i trattamenti collegati all’emergenza Covid-19. L’istituto ha dunque confermato che con l’entrata in vigore del nuovo decreto Milleproroghe è posticipata la data di scadenza per l’invio delle domande e per la trasmissione dei dati utili al perfezionamento dei pagamenti degli ammortizzatori sociali per fare fronte alla crisi economica innescata dalla pandemia.

Differimento Inps delle scadenze per cassa integrazione e altri trattamenti

Rientrano nel differimento al 31 marzo 2021 tutte le domande, i cui termini sarebbero dovuti scadere il 31 dicembre 2020, di cassa integrazione ordinaria, cassa integrazione in deroga e cassa integrazione speciale per gli operai agricoli (Cisoa), di assegno ordinario (Aso), dei Fondi di solidarietà bilaterali e del Fondo di integrazione salariale (Fis).

Le norme vigenti prevedono che le domande di accesso ai trattamenti connessi all’emergenza Covid-19 debbano essere inoltrate all’Inps entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. Nelle nuove scadenze possono dunque rientrare le domande riferite ai periodi dello scorso anno fino a novembre 2020 compreso. I requisiti di accesso alle prestazioni rimangono inalterati.

Differimento Inps delle scadenze per l’invio dei moduli SR41 e SR43

Il differimento riguarda anche la trasmissione dei dati necessari per il pagamento diretto o per il saldo dei trattamenti i cui termini di decadenza sono scaduti entro il 31 dicembre 2020. La legge prevede, in caso di pagamento diretto della prestazione, che il datore di lavoro invii all’Inps tutti i dati necessari entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale, dunque entro 30 giorni dalla notifica della Pec che contiene l’autorizzazione.

Il differimento al 31 marzo 2021 riguarda dunque la trasmissione dei dati riferiti alla riduzione o alla sospensione dell’attività lavorativa a causa dell’emergenza sanitaria terminate a novembre 2020, con i modelli SR41 e SR43 semplificati, e la cui autorizzazione è stata notificata all’azienda entro il 1° dicembre 2020. Se sono già stati inviati oltre la precedenza scadenza ma nel rispetto dei nuovi termini decadenziali, non devono essere reinviati.

Inps, cambiano le scadenze per cassa integrazione e assegno: cosa fare

Le nuove domande per gli ammortizzatori sociali per i periodi di riferimento potranno essere trasmesse all’Istituto entro e non oltre il termine del 31 marzo 2021 stabilito dal dl Milleproroghe, utilizzando le causali relative alla sospensione dell’attività causa Covid-19.

Per quanto riguarda le domande già inviate e respinte per motivazioni riconducibili alla sola tardiva presentazione, e quindi per intervenuta decadenza del periodo, i datori di lavoro non devono presentare nuove istanze. Per quelle accolte solo parzialmente per i periodi per i quali non era intervenuta la decadenza, i datori di lavoro devono presentare nuove istanze relative esclusivamente ai periodi decaduti.

L’Inps ha fatto sapere di aver già accolto il 98,5% delle domande ricevute per l’accesso agli ammortizzatori sociali per fare fronte all’epidemia di coronavirus.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Cosa cambia per cassa integrazione e assegno ordinario Covid: le nuove...