Salario minimo, ora si può. La novità che può cambiare tutto

L'apertura da parte del PD apre nuove prospettive in parlamento per arrivare ad una possibile legge sul salario minimo.

Di salario minimo in Italia si discute ormai da diversi anni. Mentre in molte delle nazioni dell’Unione Europea e del mondo questa misura è presente, nel nostro Paese la gran parte del mercato del lavoro e della contrattazione delle retribuzioni ai lavoratori è regolamentata dai contratti collettivi nazionali (CCNL).

Attualmente in Italia non esiste il salario minimo garantito. La contrattazione collettiva e i CCNL coprono l’80% dei lavoratori e delle lavoratrici attraverso la discussione tra le parti delle retribuzioni in sede di firma del contratto. Pur essendo una proposta che divide le forze politiche e i sindacati, sono comunque diverse le ipotesi in campo. Tra queste, anche l’introduzione di un salario minimo superiore ai 9 euro all’ora. Questo perché, come sottolineato dall’INPS, in alcuni settori specifici – soprattutto nei servizi alle imprese e nei servizi di alloggio e ristorazione – la retribuzione si trova oggi al di sotto dei 9 euro lordi.

Salario minimo, il PD apre

“Oggi troppi lavori poveri sono la regola, soprattutto per i giovani”. Così Enrico Letta a Porta a Porta. “Io sono convinto che c’è un punto di dignità sotto il quale non si può andare. Reddito di cittadinanza e salario minimo sono due questioni diverse. Il reddito di cittadinanza non deve essere legato alle politiche del lavoro. Il tema del salario minimo invece ha una importanza fondamentale rispetto ad alcuni settori ed è un tema di cui discutere con le parti sociali”.

Governo

“Io la penso così: è legittimo ma anche naturale che ci sia dibattito, che ci siano dubbi ma il punto chiave sono le assunzioni di responsabilità in Parlamento. E finora non ci sono state distinzioni” rileva Letta. “E’ evidente che il dibattito del 21 giugno sarà importante, ma se mi chiedete se lì il governo cadrà, io dico che non cadrà. Questa è la mia previsione e io farò la mia parte perché si trovi il modo di superare le tensioni e perché il governo vada avanti”. Commentando, poi, le parole del premier Mario Draghi su atlantismo e europeismo, Letta dice: “”Se questi pilastri vengono meno un governo non c’è più, la maggioranza non può stare insieme se non è unita su questi temi”.

Draghi

Mario Draghi premier nel 2023? “La questione l’ha sciolta Draghi sin dall’inizio: ha detto che non avrebbe fatto quello che ha fatto Monti, che nel 2013 ha fatto un partito politico, e non ho dubbi che questa scelta la porterà fino in fondo”. “Alle prossime elezioni si confronteranno due coalizioni, io considero questa azione di governo con Salvini una situazione eccezionale che non si ripeterà e anche Forza Italia ha deciso di stare con Salvini e la Meloni”.

Salvini

“Con Salvini l’incompatibilità è totale come emerge anche dai fatti degli ultimi giorni. Mentre stavamo discutendo in Europa, Salvini con un non meglio identificato consigliere che è anche consulente dell’ambasciata russa, andava a cena dall’ambasciatore russo a fare non si sa cosa. E’ una vicenda grave”.

In collaborazione con Adnkronos