Riforma dello sport femminile: via al riconoscimento del professionismo per le donne

Attesa l'approvazione del passaggio al professionismo da parte delle Federazioni sportive a livello femminile

È arrivato il tempo delle donne nel professionismo a livello sportivo. Entro l’1 giugno le Federazioni nazionali italiane dovrebbero sancire il passaggio per ottenere il riconoscimento dello status al pari dei colleghi, che dovrebbe diventare definitivo entro il 31 dicembre 2022. La decisione rientra nella riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici e del lavoro sportivo, prevista nel Decreto legislativo n.36 del 28 febbraio 2021 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 18 marzo e in vigore dal prossimo 2 aprile.

Riforma dello sport femminile: l’istituzione del Fondo

Il testo include tra le disposizioni, le tutele previdenziali e sul lavoro per tutti gli occupati nel mondo dello sport, il riordino delle Associazioni e società sportive dilettantistiche e l’abolizione del vincolo sportivo.

In particolare il Decreto istituisce un “Fondo per il professionismo negli sport femminili” con 10,7 milioni di risorse ripartiti tra 2,9 milioni per il 2020, 3,9 milioni per il 2021 e 3,9 milioni per il 2022. Le Federazioni sportive nazionali che vogliono beneficiare dei finanziamenti devono approvare entro 60 giorni il passaggio dei campionati femminili al professionismo sportivo.

Riforma dello sport femminile: i criteri di accesso al fondo

Una volta portato a termine questo passaggio gli organismi rappresentativi delle diverse discipline sportive potranno fare richiesta di accesso al Fondo secondo i seguenti criteri:

  • in riferimento al 2020, per il sostegno al reddito e alla tutela medico-sanitaria delle atlete, allo svolgimento di attività di sanificazione delle strutture sportive e di ristrutturazione degli impianti sportivi, in modo da sopperire agli effetti economici provocati dalle chiusure e dalle limitazioni disposte a contrasto dell’epidemia da Covid-19.
  • in riferimento al biennio 2021-22, al fine di riorganizzazione e miglioramento le infrastrutture sportive, per il reclutamento e formazione delle atlete, qualifica e formazione dei tecnici, per la promozione dello sport femminile, la sostenibilità economica la transizione al professionismo sportivo e infine diretto all’allargamento delle tutele assicurative e assistenziali delle atlete.

Nel decreto è prevista inoltre l’attività di promozione da parte di Regioni, Province autonome e Coni della parità di genere a tutti i livelli e in ogni struttura, favorendo l’inserimento delle donne nei ruoli di gestione e di responsabilità delle organizzazioni sportive e al proprio interno.

Entro l’estate prossima il Comitato olimpico italiano redigerà il regolamento con i principi da inserire degli statuti delle Federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate e delle associazioni benemerite tramite i quale stabilire le varie aree e ruoli in cui promuovere l’incremento della partecipazione femminile e le misure volte a favorire la rappresentanza delle donne nello sport.

Le modalità di accesso al Fondo saranno definite attraverso un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri entro il 2 maggio.

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