Riforma lavoro: cambiano stipendi e regole stage? La proposta

Nuova riforma lavoro, gli interventi a favore dei giovani: salario minimo per il primo impiego e novità apprendistato

Le prime indiscrezioni sugli interventi che contraddistingueranno la prossima riforma del Lavoro stanno iniziando ad emergere. Le misure pare riguarderanno soprattutto i giovani, per i quali il Governo sta pensando tutta una serie di garanzie, a tutela soprattutto delle categorie spesso più sfruttate e maggiormente colpi dall’emergenza Covid.

Riforma del lavoro: la proposta di Enrico Letta

Come potrebbero cambiare le cose per i giovani precari, ovvero profili junior e/o senza esperienza, che faticano ad inserirsi nel mondo del lavoro? Secondo il partito democratico, l’Esecutivo dovrebbe pensare ad una sorta di salario minimo per il primo impiego. Stop quindi a paghe basse e/o a rimborsi spese per occupazioni che impegnano tempo ed energie in lavori full time e che, in quanto tali, dovranno essere retribuiti. Da qui, la riforma degli strumenti di inserimento e avvio al lavoro per i più giovani, a partire dallo stage.

“Noi vogliamo fare una battaglia molto forte sui temi degli stage e dell’apprendistato”, ha dichiarato il segretario del PD, Enrico Letta, durante la sua ospitata al programma televisivo Mezz’ora in più su Rai tre. “Lo stage è un pezzo del percorso formativo non il modo per iniziare a lavorare, dobbiamo riportarlo alla sua regola, e riformare l’apprendistato mettendo nuovi soldi per il primo lavoro che deve essere ben pagato, e deve essere più lungo e più stabile, non come funziona oggi”, ha poi aggiunto lo stesso rispondendo al segretario della Cgil Maurizio Landini, presente in trasmissione.

Il tema di discussione, il precariato e l’abuso degli stage come unico mezzo di avvio al lavoro, soprattutto per i giovani che si ritrovano ad essere impiegati in mansioni per anni senza poter contare sulle garanzie di un vero e proprio contratto (qui le ultime proposte in tema di salario minimo per i giovani).

Riforma del lavoro: addio agli stage?

Ma in un mondo in cui gli stage sono ampiamente diffusi e promossi dalle aziende, come evitare che il ricorso agli stessi sfoci in abuso? Su questo il leader del PD non sembra avere dubbi.

Promotore di una linea “dura”, Letta ha infatti suggerito di abolire gli stage, che dovrebbero essere sostituiti dall’apprendistato (qui per capire cos’è e come funziona). La spinta verso il superamento definitivo degli stage e il ricorso unico all’apprendistato nasce dalla consapevolezza che quest’ultimo, secondo i dem, è oggi l’unico strumento di tutela nel mondo del lavoro per accompagnare i giovani verso un (qui spieghiamo quando la trasformazione del contratto è obbligatoria).

Riforma del lavoro: come cambiano gli stipendi

La proposta del Pd, che il partito sosterrà nella manovra che si andrà definendo nei prossimi giorni, verte su diversi punti cardine. Tra questi lo stop a:

  • stage non retribuiti;
  • inserimenti di stage in azienda senza un percorso di formazione;
  • ricorso al contratto di stage come procedura standard di assunzione di una nuova (e giovane) risorsa.

Per questo motivo la riforma andrebbe a interessare e coinvolgere anche gli stipendi dei neo assunti, per i quali varrebbe un salario minimo sotto il quale il datore di lavoro non può scendere. Maggiore tutele, quindi, è una retribuzione standard anche a chi inizia a muovere i primi passi nel mondo del lavoro.

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