Riforma degli ammortizzatori, a quanto ammonta l’assegno e chi ne ha diritto

Al tavolo della trattativa il ministro Orlando e le parti sociali

Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha aperto una trattativa con i sindacati per mettere a punto la riforma degli ammortizzatori sociali. L’incontro tra le parti è previsto il prossimo lunedì 9 agosto.

Un punto su cui l’esponente dell’esecutivo Draghi vuole modulare il provvedimento, riguarda le garanzie per i dipendenti che al momento ne sono privi. Si cerca l’intesa con i rappresentanti dei lavoratori anche sulla durata e sull’importo dell’assegno: attualmente infatti gli importi sono due, ma si lavoro per arrivare a un assegno unico. Sul tavolo anche la Naspi, ma anche alcuni nodi da sciogliere prima che il cantiere possa dirsi davvero chiuso.

Riforma degli ammortizzatori, durata e importo dell’assegno

Come ricordato sopra, un accordo ancora non c’è, ma l’intenzione di trovare la quadra c’è da parte sia del ministero, sia dei sindacati. Alcuni punti della trattativa sono stati resi noti da un documento recapitato all’indirizzo delle sigle.

Orlando ha messo nero su bianco l’elemento cardine della garanzia di un ammortizzatore ordinario anche per i lavoratori occupati in aziende con un numero di dipendenti inferiore a 5. Inoltre vorrebbero essere due le durate del sostegno: si va dai sei mesi e mezzo per le società che hanno massimo 15 e minimo 6 dipendenti, ai poco più di 3 mesi (13 settimane) per le aziende con 5 dipendenti.

Sull’importo dell’assegno l’idea è di passare dai due importi attuali (1.167 e 971 euro lordi, in relazione allo stipendio) a un massimo uguale per tutti e pari 1.199 euro (lordi anche questi, netti sarebbero meno di mille).

Riforma degli ammortizzatori, quali potrebbero essere le novità sulla Naspi

Per quanto riguarda l’assegno di disoccupazione, la Naspi, Orlando punta a potenziarlo, allungando la durata dagli attuali quattro a sei mesi.

Alcuni punti restano ancora da chiarire: chi paga e quanto? Quanto costa la riforma? C’è poi la GOL, che dovrebbe offrire supporto ai cassintegrati nella ricerca di un nuovo lavoro: la sigla significa Garanzia Occupabilità Lavoratori.

Per coprire i costi invece si guarda ai risparmi garantiti dallo stop al cashback (qui quando arrivano i soldi e quando finisce la misura). In tutto sono 1,5 miliardi, che però da soli non basteranno. Qui altri dettagli riguardanti i lavoratori autonomi e i precari.

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