Reddito di emergenza anche per i lavoratori in nero: i chiarimenti

Il REM del prossimo decreto potrebbe arrivare a una platea di circa 3 milioni di persone, anche lavoratori irregolari, e avere un valore di circa 600 euro.

Come ha anticipato la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, il reddito di emergenza che dovrebbe entrare nel prossimo decreto del Governo potrebbe arrivare a una platea di circa 3 milioni di persone e avere un valore di circa 600 euro.

Il REM anche ai lavoratori irregolari

Lo scopo è arrivare a fornire un aiuto concreto a tutte quelle persone che, ad oggi, rimangono escluse da altre forme di sostegno al reddito. Per esempio, tutti coloro che non rientrano già nel Fondo di ultima istanza previsto dal Cura Italia, colf e badanti ad esempio, così come altre tipologie di lavoratori autonomi non coperti dagli attuali indennizzi.

Catalfo ha anticipato che il nuovo reddito di emergenza, il cosiddetto REM, riguarderà anche i lavoratori irregolari. Catalfo ha precisato che “il lavoro in nero non dovrebbe esistere” ma “purtroppo il lavoro sommerso è una piaga che c’è. È chiaro che a tutte quelle persone che per vari motivi si trovano in una situazione di emergenza dobbiamo pensare. Dunque per tutte le persone senza reddito sarà previsto il REM”.

La ministra ha anche specificato che verranno tutelati anche i lavoratori assunti dopo il 23 febbraio, anche con un giorno di anzianità: “Lo stiamo inserendo in un emendamento governativo” al decreto Cura Italia. Catalfo ha anche voluto chiarire che nessuno perderà il lavoro a causa del Coronavirus. “Confermeremo, amplieremo e rafforzeremo le misure nel decreto di aprile, anche con importanti investimenti per dare liquidità alle imprese” ha precisato. Nel prossimo decreto ci sarà anche l’estensione dello stop ai licenziamenti,

Un intervento da 3,5 miliardi di euro

Intanto, anche il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, è intervenuto nella questione. “Lo sforzo che abbiamo fatto per il lavoro autonomo vale 3,5 miliardi di euro, un ammontare di risorse mai stanziato per un segmento importante del mondo del lavoro che è sempre stato escluso da ogni forma di ammortizzatore sociale” ha spiegato. “La cifra si può migliorare, è giunto il momento di pensare a misure strutturali di welfare per questi lavoratori”.

Anche l’ex ministra del Lavoro del governo Monti, Elsa Fornero, ha detto di essere favorevole all’estensione del REM ai lavoratori in nero. “Li abbiamo tollerati, sempre. Abbiamo, in un certo senso, fatto finta di fare la battaglia contro il nero e l’evasione fiscale” ha detto. Ma soprattutto, “il nero per moltissime persone non è una scelta, e in questo momento non aiutare chi non ha nessun mezzo vuol dire anche, egoisticamente, che pagheremo un prezzo. Quindi bisogna farlo. Ma poi il problema è aiutare le persone a trovare lavoro, e per trovare lavoro ci vogliono le imprese che producono, producono reddito, e possono pagare salari e stipendi”, conclude.

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