Reddito di cittadinanza a rischio? Cosa cambia nelle prossime settimane

Reddito di cittadinanza ai tempi del Coronavirus, rischia di saltare? Facciamo chiarezza

Uno degli obblighi che è tenuto a rispettare chi percepisce il reddito di cittadinanza è quello di attivarsi – con il supporto dei centri per l’impiego – nella ricerca attiva di un lavoro.

Ma in piena emergenza sanitaria, quando tutti sono costretti a stare in casa per contrastare la pandemia, è chiaro che i beneficiari del sussidio non potranno rispettare tale impegno. Quali saranno, allora, le conseguenze?

Reddito di cittadinanza a rischio a causa del Coronavirus? Facciamo chiarezza

Prima di creare allarmismi è bene precisare subito che il reddito di cittadinanza non verrà sospeso a causa del Coronavirus. Mentre il Governo cerca di far quadrare i conti, provando a mettere insieme tutte le risorse necessarie per andare incontro a chi è in difficoltà, tutti gli aiuti di natura economico-previdenziale pre-pandemia rimarranno in essere anche in piena emergenza sanitaria.

Non solo reddito di cittadinanza dunque, ma anche la Naspi e la Dis-Coll continueranno ad essere erogate nelle prossime settimane. Trattandosi di una situazione straordinaria, gli importi verranno garantiti anche se al momento i soggetti destinatari si trovano impossibilitati a rispettare le regole relative alla ricerca attiva di un impiego in concomitanza della percezione dei sussidi.

Reddito di cittadinanza ai tempi del Coronavirus

Il rilascio della card RdC infatti, come i ben informati sapranno, è collegato alla firma del cosiddetto “patto per il lavoro“, un programma di inserimento e avviamento professionale che chi riceve il reddito di cittadinanza si impegna a intraprendere.

In pratica, la Stato garantisce a chi è senza lavoro un aiuto di tipo economico ma il soggetto beneficiario, nel frattempo, deve iniziare insieme al centro per l’impiego un percorso finalizzato all’ottenimento di un lavoro (che può prevedere anche la frequentazione di corsi di specializzazione professionale).

Ogni volta che i soggetti titolari della card non si presenteranno alle convocazione dell’Anpal o non accetteranno/svolgeranno i colloqui prefissati dal navigator riceveranno una sorta di ammonizione, che va dalla sospensione provvisoria fino alla perdita totale dell’assegno.

Il reddito di cittadinanza ai tempi del Coronavirus, però, assume una forma diversa, cambia e si adatta alle esigenze. Così, essendo praticamente impossibile muoversi per cercare lavoro e/o presentarsi ai centri per l’impiego per avviare il percorso di inclusione professionale, lo Stato continuerà ad erogare l’assegno a chi ne ha diritto, senza pretendere in cambio il rispetto di quanto stabilito dal patto di reinserimento.

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