Reddito di cittadinanza, cambiano le regole? La nuova proposta di Orlando

Reddito di cittadinanza, il ministro del Lavoro Andrea Orlando annuncia nuova riforma

Le regole relative alla fruizione del reddito di cittadinanza potrebbero cambiare, di nuovo. Lo ha annunciato il ministro del Lavoro Andrea Orlando, intenzionato a rivedere le attuali politiche attive del lavoro, rivedendo anche il sistema dell’assegno di Stato destinato a disoccupati e famiglie in difficoltà. L’intervento in programma godrebbe anche dell’appoggio del Premie Mario Draghi, che non ha mai nascosto perplessità sull’attuale meccanismo di inserimento e avviamento al lavoro.

Reddito di cittadinanza, la nuova proposta di Orlando

L’idea di Orlando è quella di introdurre una nuova condizione di accesso (e mantenimento) al reddito di cittadinanza.

Il nuovo sistema di sostegno che vorrebbe introdurre il ministro, di fatto, prevedrebbe l’obbligo di seguire corsi di aggiornamento e/o formazione necessari per poter continuare a percepire il sussidio.

In pratica, chi è titolare della card Rdc dovrà, in attesa di trovare un lavoro, continuare a studiare, cercando di allargare le proprie conoscenze e competenze in ambito professionale e – quindi – facendo aumentare così le possibilità di impiego.

Reddito di cittadinanza, così il Governo vuole risolvere il problema dei neet

La nuova riforma del reddito di cittadinanza nasce essenzialmente per far fronte a tre esigenze specifiche:

  • aumentare, come già detto, le possibilità di trovare lavoro;
  • ridurre i tempi morti e di attesa, in modo tale che chi non ha ancora ottenuto un impiego possa comunque mantenersi attivo facendo qualcosa che possa ritornargli utile a livello professionale;
  • provare a risolvere il problema dei neet (“Not in Education, Employment, or Training”) in Italia, ovvero i giovani che non lavorano e non sono impegnati in alcun percorso di studio e/o formativo.

Quasi un terzo della platea dei destinatari del sussidio Inps, ha infatti ricordato Orlando, non hanno un titolo di studio superiore alla terza media e, anche per questo motivo, continuano a non lavorare perché privi di qualifica.

Al contrario della proposta che prevedeva l’obbligo di accettare un lavoro stagionale per ricevere il reddito di cittadinanza, questa riforma dovrebbe presto vedere la luce. L’intervento, così come annunciato, dovrebbe prendere forma a partire da luglio, in linea con quanto disposto dall’Unione europea nell’ambito del programma “NextGenerationEU“, per poi essere presentata dal ministro al G 20 sul lavoro in programma a Catania, che ha al centro proprio il tema della formazione e dell’inclusione sociale.

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