Reddito cittadinanza e REm, le regioni che hanno ricevuto più soldi

L’Inps ha reso noti i dati dell'osservatorio statistico relativi al reddito di cittadinanza e al reddito di emergenza

Con un report dell’osservatorio statistico Inps sono stati resi noti i dati relativi ai nuclei familiari percettori di reddito di cittadinanza/pensione di cittadinanza nel periodo aprile 2019 – giugno 2020 e quelli relativi ai nuclei percettori di REm nel periodo maggio 2020 – giugno 2020. Le prime informazioni statistiche si riferiscono all’erogazione dei sussidi prima e dopo l’emergenza Covid, mentre riguardo al reddito di emergenza il periodo di riferimento è proprio quello relativo all’allentamento delle restrizioni post lockdown.

Reddito di cittadinanza, domande pervenute e accolte: più richieste al sud

Al 7 luglio 2020, oltre 2 milioni di nuclei hanno presentato domanda per il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza: 1,4 milioni (68%) sono state accolte, 135 mila (7%) sono in lavorazione e 510 mila (25%) sono state respinte o cancellate, mentre da aprile 2019 ad oggi 148 mila nuclei sono decaduti dal diritto.

Stando a quanto riporta l’osservatorio Inps, le regioni del Sud e delle Isole, con 1,1 milioni di nuclei (circa il 56% del totale), detengono il primato delle domande pervenute, seguite dalle regioni del Nord con 554 mila nuclei (28%) e da quelle del Centro con 329 mila nuclei (16%).

Di tutte le domande presentate, ben 1,4 milioni sono andate a buon fine, anche se, al netto di quelli decaduti dal diritto, sono 1,221 milioni i nuclei le cui domande sono state accolte effettivamente. Anche in questo caso i nuclei percettori si concentrano nelle regioni del Sud e nelle Isole, raggiungendo il 62% del totale, seguono poi le regioni del Nord (23%) ed infine quelle del Centro (15%).

La regione con il maggior numero di nuclei percettori di reddito/pensione di cittadinanza è
la Campania, che si conferma al primo posto con il 20% delle prestazioni erogate, seguita dalla Sicilia (18%), dal Lazio e dalla Puglia (9%).

Per quanto riguarda la cittadinanza dei soggetti richiedenti la prestazione: nell’88% dei casi risulta erogata ad italiani, contro solo il 7% di cittadini extra-comunitari in possesso di un permesso, il 4% dei cittadini europei e l’1% dei familiari di uno dei casi precedenti.

Reddito di cittadinanza, domande pervenute e accolte

L’erogazione del reddito di emergenza, che è nato come sostegno rivolto alle famiglie in difficoltà a causa del Coronavirus, copre un arco di tempo diverso rispetto al reddito di cittadinanza.

Dall’approvazione del dl Rilancio (maggio 2020) al 30 giugno 2020, come l’Inps riporta: 455 mila famiglie hanno chiesto il REm. Di queste meno della metà si è visto accogliere la richiesta (ovvero il 46% del totale, circa 209 mila), mentre l’aiuto non è stato riconosciuto a ben 223 mila famiglie (il 49% del totale). Il restante 5% (23mila) è invece in attesa di definizione della domanda.

Un dato interessante è sicuramente quello relativo all’area geografica di coloro i quali hanno chiesto di avere accesso al reddito di emergenza. La distribuzione è simile a quella del reddito di cittadinanza, infatti: si è registrata una maggiore concentrazione nelle regioni del Sud e delle Isole (48%), mentre a seguire si sono piazzate le regioni del Nord (33%) e infine quelle del Centro (19%). Le regioni con il maggior numero di nuclei percettori, inoltre, rimangono la Campania (18,4%), la Sicilia (16,1%) e il Lazio (11,0%).

Al 30 giugno 2020 risultano 209 mila i nuclei percettori di almeno una mensilità di reddito
di emergenza, ma ricordiamo che c’è ancora tempo fino al 31 luglio 2020 per presentare domanda. Le  518 mila persone coinvolte fino ad ora, quindi, potrebbero aumentare.

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