Record di occupati dal 1977: dove si trova più lavoro

I dati Istat "premiano" l'Italia, ma il confronto con gli altri Paesi europei ci rimette al nostro posto. Pesa la condizione di donne e giovani tra 25 e 34 anni. La top 10 regionale per chi cerca impiego

Crisi energetica e dei prezzi, ma non occupazionale: è un modo di disegnare il momento attuale dell’Italia, alle prese con un’inflazione galoppante e con le problematiche legate alle bollette e alle forniture di gas, ma in salute (sulla carta) per quanto riguarda il lavoro. Una situazione certificata dai dati Istat: a ottobre 2022 gli occupati in Italia crescono infatti di 82mila unità su settembre e di 496mila sullo stesso periodo del 2021. In tutto gli italiani con un impiego sono 23,23 milioni: un primato storico.

Non tutto è però rose e fiori. Perché, se confrontato agli altri Stati europei, il nostro mercato del lavoro latita. Soprattutto per quanto riguarda i giovani (tornano i voucher lavoro: come funzionano e chi li può usare).

Record di italiani occupati: i dati

Partiamo dalle buone notizie. Il tasso di occupazione è salito al 60,5%: un valore record dal 1977, anno di inizio delle serie storiche. Secondo l’Istat, a ottobre il tasso di disoccupazione totale scende al 7,8% (-0,1 punti) e quello giovanile cala al 23,9% (-0,2 punti). Il tasso di inattività scende invece al 34,3% (-0,2 punti).

C’è però anche un altro modo di leggere i dati: il tasso di occupazione aumenta se si considerano i dipendenti permanenti (+0,8), mentre diminuisce per i dipendenti a termine (-0,6) e gli autonomi (-0,3). La crescita dell’occupazione di ottobre vede inoltre esclusi i 35-49enni, per effetto della dinamica demografica negativa. Il tasso di occupazione, che nel complesso è salito di 1,5 punti percentuali, aumenta anche in questa classe di età (+1,1 punti) perché la diminuzione del numero di occupati 35-49enni è meno marcata di quella della corrispondente popolazione complessiva.

Alla base dell’exploit finito nelle tabelle dell’Istat c’è l’incremento dei dipendenti a tempo indeterminato: 117mila in più su settembre e 502mila in più rispetto a ottobre 2021. I dipendenti a termine a ottobre erano invece 2,98 milioni, in diminuzione di 18mila unità su settembre 2022 e di 35mila su ottobre 2021. Gli occupati indipendenti a ottobre erano 4.987.000, con un calo di 17mila unità su settembre e un aumento di 29mila unità su ottobre 2021.

La situazione di donne e giovani

Si dice della necessità di una lettura critica dei numeri. Senza andare troppo indietro nel tempo, anche nel secondo trimestre del 2022 avevamo raggiunto il record di tasso di occupazione. Segno che il nostro è più che altro il “consolidamento” di una lenta ma disomogenea crescita lavorativa, che ci vede ancora agli ultimi posti in Europa. Anzi, proprio all’ultimo, considerando i dati di giugno: 9,7% sotto la media, più di 17 punti in meno della Germania, 11 punti in meno della Polonia e 8 in meno rispetto alla Francia.

Letta in termini generali, l’occupazione femminile cresce di 0,3 punti percentuali. Se si gira la medaglia, si vede tuttavia che a lavorare è poco più della metà della popolazione femminile: il 51,4% a ottobre (anche in questo caso siamo ultimi in ambito Ue). Diminuisce inoltre l’occupazione dei giovani da 25 a 34 anni, col tasso sceso al 66,6% e un andamento assai instabile, reduce da alti e bassi negli ultimi mesi. Un dato su tutti fotografa tuttavia l’assenza di progresso per questa fascia d’età: l’Italia è ancora 4 punti sotto il tasso di occupazione di ottobre 2007 (qui parliamo delle lauree che danno più lavoro in Italia, e quanto si guadagna).

Dove si trova più lavoro: Regioni e settori

Incrociando i dati di diversi portali di offerta e ricerca di lavoro, riassunti anche da Applavoro, si può stilare una classifica delle zone d’Italia in cui è più probabile trovare impiego. Ecco la top 10 regionale:

  1. Emilia Romagna (quasi il 20% delle posizioni aperte totali)
  2. Lombardia (14%)
  3. Veneto (12%)
  4. Piemonte
  5. Lazio
  6. Campania
  7. Puglia
  8. Sardegna
  9. Friuli-Venezia Giulia
  10. Liguria

Per quanto riguarda i settori con più offerta, si distinguono il sempre florido settore informatico, quello sanitario, l’ambito commerciale e delle vendite e quello degli operai e dei tecnici specializzati.