Pronto soccorso, medici introvabili: 90 milioni di indennizzo

Il ministero della Salute ha previsto da gennaio un premio per medici e infermieri in prima linea

La pandemia ha inevitabilmente lasciato il segno su medici e infermieri, portando a un numero sempre maggiore di operatori che sfiancati dall’emergenza sanitaria abbandonano la prima linea dei pronto soccorso. Un fenomeno in aumento, frutto di diversi fattori come stress e stipendi inadeguati, che può rappresentare un grande problema per il Sistema sanitario nazionale, e al quale il ministro della Salute Roberto Speranza cerca di porre rimedio aumentando la cifra in busta paga.

Pronto soccorso, medici introvabili: i motivi

Nella Legge di Bilancio in fase di approvazione in Parlamento sono stati inseriti 90 milioni di euro di fondi per finanziare un indennizzo riconosciuto a partire da gennaio 2022 al personale medico che deciderà di presidiare i pronto soccorso via via sempre più vuoti (qui abbiamo parlato delle nuove norme sulle nomine dei primari).

Le condizioni di lavoro degli operatori sanitari non sono rese dure solo dal lungo periodo di pandemia ma arriva da più fronti: da una parte lo stress dell’emergenza sanitaria, dall’altra anche il doversi difendere dai frequenti episodi di aggressione da parte di parenti e conoscenti dei pazienti.

All’appello mancano all’incirca 4mila medici e 10mila infermieri, tra coloro che tentano la strada del concorso di medicina interna e quelli che chiedono il trasferimento in altri reparti.

Una crisi di personale aggravata anche dalla mancanza di ricambio delle nuove leve per la scarsa di appetibilità dell’unità dedicata ai casi di emergenza e urgenza: il 40% dei posti nelle scuole di specializzazione quest’anno sono rimasti vuoti (qui abbiamo parlato del caos del concorso di medicina).

Pronto soccorso, medici introvabili: ecco l’indennità accessoria

Per questo i tecnici del ministero della Salute hanno inserito un articolo da inserire nella manovra per riconoscere “le particolari condizioni di lavoro” di questo personale “dipendente delle aziende e degli enti del servizio sanitario nazionale”, attraverso l’erogazione di un’indennità che dipenderà dalla presenza “effettiva” e per questo sarà molto probabilmente legata alle ore di servizio.

I fondi provenienti dal fondo sanitario nazionale, incrementato di 2 miliardi all’anno per il prossimo trienni, saranno distribuiti in 27 milioni annui ai medici, che sono circa 10mila, e 63 milioni per gli infermieri, che sono circa 25 mila.

L’intenzione è di integrare la nuova indennità nel rapporto contrattuale, per poi inserirla in pianta stabile negli accordi collettivi.

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Pronto soccorso, medici introvabili: 90 milioni di indennizzo