Professionisti, perdite e sanzioni per malattia: cosa cambia

Un nuovo disegno di legge potrebbe risolvere i problemi che sorgono per lavoratori autonomi e clienti quando il professionista non può rispettare le scadenze

Il disegno di legge A.S. 1474 firmato da Andrea De Bertoldi (Fratelli d’Italia), insieme a colleghi di maggioranza e opposizione, tra cui Partito Democratico, Lega e Movimento 5 Stelle, chiede ai parlamentari di mettere in discussione il quadro normativo della malattia per i professionisti, in modo da tutelare sia il lavoratore autonomo che i suoi clienti. A metà novembre sono ripartiti i lavori, con il deposito degli emendamenti, e ora si punta all’approvazione diretta in Commissione Giustizia al Senato, senza passare dall’Aula.

“Un passaggio per cui serve l’unanimità, ma so che sono già in corso interlocuzioni tra tutte le forze politiche per valutare l’esame rapido e rispondere così alle tante sollecitazioni che ci arrivano dai professionisti stessi”, ha spiegato Andrea De Bertoldi.

Cosa succede se un professionista non rispetta le scadenze

La situazione normativa attuale prevede che in caso di malattia di uno dei 2 milioni di lavoratori autonomi, non si possano prorogare le scadenze lavorative, legali e fiscali dei professionisti. Per esempio un avvocato è tenuto a depositare gli atti di un ricorso e un commercialista è tenuto a inviare le dichiarazioni dei redditi anche in caso di incidenti o ricoveri.

Quando le deadline non vengono rispettate, a farne le spese sono i clienti, che possono poi rivalersi chiedendo un risarcimento al professionista. Nella proposta viene ipotizzata una sospensione di 45 giorni degli adempimenti del professionista nei confronti della Pubblica Amministrazione in caso di malattia o infortunio.

Il disegno legge, si legge nell’introduzione del documento, “è finalizzato a evitare che un grave incidente o una grave e improvvisa malattia oppure la morte del libero professionista, in grado di impedire il rispetto di adempimenti aventi scadenze con termini perentori a carico di propri clienti, possano produrre sanzioni o danni per i clienti stessi”.

“Al riguardo, appare evidente come il libero professionista che abbia subìto un grave infortunio o una malattia o che sia deceduto non possa essere ritenuto colpevole del mancato adempimento, così come risulta altresì palese che i suoi clienti, del tutto estranei al verificarsi di tale evento fortuito e imprevedibile, non devono subirne le conseguenze“, sottolinea il disegno di legge.

Malattia per i professionisti: la nuova legge a tutela degli autonomi

La legge è stata pensata per tutelare i lavoratori autonomi e il loro diritto alla malattia. “Risulta altrettanto necessario assicurare al libero professionista una garanzia effettiva, ai sensi dell’articolo 32 della Costituzione, relativamente alla tutela della salute, attribuendogli, al pari di ogni altro cittadino, la possibilità di curarsi. Nella situazione attuale, infatti, una larga platea di liberi professionisti sono avversi a curarsi, in quanto considerano che il periodo di riposo derivante dalla degenza possa danneggiare il proprio lavoro”.

Curarsi può significare per un lavoratore autonomo anche “perdere clientela e, di conseguenza, subire danni economici in termini di guadagno”, si legge nella presentazione del disegno di legge.

Per ora la legge interesserebbe solo i liberi professionisti che esercitano “una delle attività di lavoro autonomo per le quali è previsto l’obbligo di iscrizione ai relativi albi professionali“. La relatrice Grazie D’Angelo (M5s) ha depositato un emendamento che possa estendere la nuova norma a tutti i professionisti.

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