Pernigotti è salva, il nuovo piano industriale per rimanere in Italia ed evitare licenziamenti

Pernigotti è salva, l'azienda rimane in Italia e grazie al nuovo piano industriale evita gli esuberi

In un momento storico in cui sono tante – troppe – le aziende italiane costrette a chiudere, finalmente arriva una buona notizia: Pernigotti è salva, l’azienda italiana specializzata nella produzione di gianduiotti, torroni, uova di pasqua e preparati per gelato rimarrà aperta e lo stabilimento di Novi Ligure continuerà a funzionare. Nessun esubero, nessun licenziamento, né lo spostamento del comparto all’estero.

Pernigotti è salva, lo stabilimento di Novi Ligure resta aperto: l’annuncio di Luigi Di Maio

Un “accordo storico”, così è stato definito da Luigi Di Maio il piano di salvataggio che permetterà alla Pernigotti di rimanere aperta. “Diamo un gran bella notizia sul marchio Pernigotti – ha esordito dicendo il ministro in conferenza stampa – lo stabilimento di Novi Ligure resterà aperto, non ci saranno esuberi tra i lavoratori”.

“Se il marchio Pernigotti è grande nel mondo è per i lavoratori di Novi Ligure, ed oggi, grazie all’accordo raggiunto tra sindacati e imprese che investiranno in questo stabilimento, i lavoratori continueranno a lavorare tutti sia per la Pernigotti sia per altri marchi. E questo significa che possiamo aumentare anche i posti di lavoro, possiamo aumentare anche l’occupazione”, ha poi aggiunto l’ex leader dei Cinquestelle.

In questo modo Di Maio ha annunciato gli accordi preliminari sottoscritti tra Pernigotti e Spes, una cooperativa che gestirà la produzione di cioccolato nello stabilimento piemontese, e tra Pernigotti e il Gruppo Casa Optima. L’obiettivo, stando a quanto emerso, è quello di costituire una Newco, ovvero un soggetto aziendale unico per gestire la produzione. L’accordo definitivo, però, dovrebbe essere sottoscritto dopo l’estate, a fine settembre.

Il piano Pernigotti: la produzione ritorna in Italia

Il piano di ristrutturazione aziendale di Pernigotti prevede il rilancio del marchio. Per questo motivo, come annunciato il 17 giugno in videoconferenza dall’azienda al Mise e ai sindacati, ad agosto partirà la cassa integrazione straordinaria per permettere la riorganizzazione sia dei dipendenti di Novi Ligure (59 in tutto) sia di quelli impiegati nello stabilimento di Milano (50 in totale).

In Italia si produrranno creme spalmabili (che fino ad ora erano state prodotte in Turchia) e tavolette di cioccolato. Si creeranno quindi due linee di produzione, a partire dalla ristrutturazione di quelle già esistenti considerate ormai obsolete, e così si eviteranno gli esuberi che erano stati annunciati tra il 2020 e il 2024.

Oggi, dopo le chiusure annunciate da grandi colossi come Zara, H&M e altre note aziende operanti in Italia, questa è decisamente una bella notizia.

Aggiornamento: A differenza di quanto erroneamente indicato in un primo momento, l’azienda che ha acquisito Pernigotti è Casa Optima e non Giordano Emendatori.

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