Paluani in crisi, perché il marchio storico rischia di chiudere

Paluani vicina al fallimento: quali sono i motivi che hanno portato alla crisi dell'azienda

Paluani in crisi, le vendite di questo Natale saranno decisive per l’azienda? Intanto, i vertici hanno chiesto un accordo con i creditori per evitare la chiusura e il conseguente fallimento. Proprio nell’anno in cui festeggia 100 anni di attività, più di 70 dipendenti e quasi 500 stagionali rischiano il posto di lavoro.

Paluani in crisi, il Tribunale fallimentare di Verona ha accolto l’istanza di concordato preventivo

Lunedì 25 febbraio Paluani ha presentato un’istanza di concordato alla sezione fallimentare del Tribunale di Verona, che l’ha accolta nominando due commissari giudiziali e fissando come scadenza il 22 febbraio 2022. Quello che è stato chiesto, nello specifico, è di raggiungere un accordo con i creditori, in attesa di un piano di ristrutturazione del debito e di rilancio aziendale che dovrà essere presentato al giudice antro la fine di febbraio.

Per la società si tratta di “un’operazione di ristrutturazione volta a preservare la continuità”, ma si fatto i consulenti incaricati dovranno dimostrare di avere un programma chiaro e preciso che sia in grado di assicurare equilibrio tra la produzione di dolci per le prossime festività (Natale 2021 e Pasqua 2022) e le legittime richieste dei creditori. Quello che si chiede è che Paluani continui la produzione senza peggiorare la propria posizione debitoria.

Un altro grande colosso rischia di chiudere a causa del Covid? Da dove nasce la crisi di Paluani

A riportare alcuni stralci della delibera approvata dal consiglio di amministrazione che ha autorizzato la richiesta di concordato preventivo di Paluani è stato il Corriere di Verona, facendo anche luce sui motivi che hanno messo in crisi l’azienda (riportati sul documento).

La causa principale è stata attribuita al fallimento del Chievo Verona, squadra di calcio di cui Paluani possiede oltre l’80%. Il leader di prodotti dolciari intatti risulta creditore del Chievo Verona per circa a 3,5 milioni di euro, che si aggiungono oltre 11 milioni di fideiussioni rilasciate. L’aver sostenuto finanziariamente il Chievo, quindi, avrebbe messo in ginocchio l’azienda.

Il secondo fattore che ha generato la crisi, si evince, è attribuibile alla pandemia: il Covid avrebbe eroso completamente le casse Paluani, azzerando praticamente i guadagni dello scorso anno, dopo un periodo – il 2018 – che invece era stato economicamente florido per l’azienda.

Se Paluani dovesse chiudere, a perdere il posto sarebbero circa 75 dipendenti fissi e 500 lavoratori stagionali che ogni anno vengono inseriti nello stabilimento di Dossobuono, a Verona, per la produzione di dolci di Natale (pandori, panettoni etc.) e di Pasqua.

Purtroppo, non si tratta di un caso isolato, di grandi colossi messi in crisi dall’emergenza sanitaria – nell’ultimo anno – ce ne sono stati tanti: vi abbiamo parlato del caso Inditex qui e delle chiusure dei negozi Gap qui. L’Italia, come abbiamo visto, non ne è uscita indenne.

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