Riforma ammortizzatori, nuove tutele per lavoratori autonomi e precari

Quali sono i tempi e quali sono le risorse: il ministro del Lavoro Orlando adocchia la finestra della legge di Bilancio

“L’ambizione è quella di dare gli ammortizzatori a tutti i lavoratori, a prescindere dalle dimensioni dell’impresa nella quale lavorano e a prescindere dal titolo contrattuale, quindi anche a precari, discontinui, stagionali”. Sono le parole che il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha utilizzato per descrivere la riforma degli ammortizzatori sociali. Che quindi prevede tutele anche per i lavoratori autonomi e per i lavoratori precari.

In cosa consiste la riforma degli ammortizzatori sociali

Orlando punta a estendere le tutele a lavoratori discontinui, precari e stagionali, impiegati anche presso le aziende fino a 5 dipendenti. Le piccole e medie imprese si sono allineate al titolare del dicastero del lavoro e chiedono un ammortizzatore sociale unico e su base universale da finanziare per mezzo di una contribuzione unificata da parte di tutti i settori.

A favore degli autonomi, il ministro del Lavoro vorrebbe estendere il programma che punta al reinserimento disoccupati e percettori di reddito di cittadinanza, prendendo in considerazione anche chi chiude la partita Iva. Funzionali potrebbero essere accordi con gli Ordini professionali (a proposito di reddito di cittadinanza, arriva la proposta di Renzi: qui cosa ha detto l’ex premier).

Altre ipotesi attualmente in campo prevedono un aumento del tetto dell’integrazione salariale fino a raggiungere, per tutti, quasi 1200 euro e l’allargamento del contratto di espansione alle imprese che impiegano più di 50 lavoratori, con proroga al 2026. I lavoratori impiegati a bordo delle navi da pesca potrebbero inoltre vedersi riconosciuta la stessa Cassa Integrazione che attualmente spetta agli agricoltori.

A Palazzo Balestra si vorrebbe raddoppiare la durata della cosiddetta Dis-Coll, l’indennità di disoccupazione a sostegno dei collaboratori: dagli attuali 6 mesi a un anno. Sarebbero previsti inoltre contributi e facilitazioni per chi si unisce in cooperativa per comprare l’azienda per cui si è dipendenti evitandone in questo modo il fallimento.

Il potenziamento della Naspi avverrebbe tramite l’abbattimento del limite minimo di 30 giornate di lavoro nell’ultimo anno, ma resterebbe in piedi l’obbligo di aver lavorato per almeno 13 settimane negli ultimi quattro anni al fine di poter ricevere l’assegno.

Misure a favore di precari e autonomi: quali sono i tempi e le risorse

Nell’agenda di Orlando non ci sarebbe una data precisa cerchiata in rosso, ma la deadline è la prossima legge di Bilancio e quindi al ministero si corre per avere un impianto della riforma entro fine luglio. Per quanto riguarda le risorse, si prevede un costo complessivo di 6 o 7 miliardi.

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