Perché Nokia licenzia altri 10 mila dipendenti e cosa c’entra il 5G

Nokia punta a tornare leader del settore della telefonia mobile, ma per farlo dovrà licenziare altri 10 mila dipendenti, dopo gli 11 mila posti tagliati nello scorso biennio

Il colosso della telefonia e un tempo leader del settore Nokia punta a un ritorno ai fasti del passato ma a discapito dei dipendenti. La società finlandese ha annunciato il licenziamento di 10 mila lavoratori del gruppo nel giro dei prossimi due anni. La decisione è stata presa per lanciare un piano di ristrutturazione aziendale biennale per ridurre le basi di costo e investire nel reparto di ricerca e sviluppo e nella creazione di nuovi stabilimenti per apportare importanti miglioramenti tecnologici ai prodotti del marchio.

Nokia licenzia altri 10 mila dipendenti per risparmiare soldi da investire nel 5G

La ristrutturazione aziendale porterà il colosso informatico ad avere tra gli 80 mila e gli 85 mila dipendenti in un periodo compreso tra i prossimi 18 e 24 mesi, invece degli attuali 90 mila. Nello scorso biennio Nokia aveva già fatto tagli al personale della stessa entità. Nel 2020 sono stati licenziati dal gruppo circa 6 mila dipendenti, e nel 2019 quasi 5 mila.

Nokia ha deciso di rimettersi in gioco con i servizi di archiviazione su cloud, le infrastrutture digitali e soprattutto di entrare nella corsa al 5G. La quinta generazione dei servizi di telefonia mobile infatti è ben lontana dalla sua forma definitiva. Lanciato sul mercato nel 2019, questo nuovo standard dovrebbe espandersi per almeno 10 anni, diventando più veloce e affidabile. Dovrà infatti passare un decennio prima di poter parlare concretamente di 6G, anche se l’unione dei maggiori operatori del settore mobile potrebbe accelerare la ricerca.

Nokia licenzia altri 10 mila dipendenti: risparmierà 600 milioni di euro entro il 2023

Il licenziamento di circa 10 mila lavoratori dovrebbe abbassare i costi per il gruppo Nokia di circa 600 milioni di euro entro la fine del 2023, portando a un incremento degli investimenti di R&S, e a coprire i costi di capacità future e dell’inflazione dei salari. Inoltre la compagnia potrebbe decidere di centralizzare nuovamente la produzione, chiudendo stabilimenti ormai obsoleti e limitando la frammentazione dei siti di ricerca.

Fanno capo al brand quattro divisioni, ognuno indipendente dagli altri, che mirano a diventare leader dei rispettivi settori commerciali, battendo il colosso cinese Huawei. Già a ottobre Nokia aveva annunciato un nuovo modello operativo con lo scopo di posizionare in maniera ottimale la compagnia sui nuovi mercati e allinearla alle esigenze dei clienti, che pretendono smartphone più moderni e potenti, anche attraverso lo sviluppo in house di nuove tecnologie 5G.

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