Nipote di Amadori licenziata dall’azienda di famiglia: il caso

Francesca Amadori è stata licenziata dopo 18 anni dall'azienda che porta il suo stesso cognome e annuncia adesso iniziative legali

Lavorare nell’azienda che porta il proprio cognome dovrebbe essere solitamente sinonimo di posto garantito sin dalla nascita e spesso la posizione attira l’invidia delle malelingue. Ma in Amadori si può dire che non si guarda in faccia a nessuno: Francesca, nipote del fondatore Francesco Amadori, è stata licenziata dall’impresa di famiglia, di cui il padre Flavio è presidente.

Nipote di Amadori licenziata dall’azienda di famiglia: la nota dell’azienda

Il consorzio operativo Gesco del gruppo Amadori ha comunicato, con effetto immediato, la conclusione del rapporto lavorativo con Francesca Amadori “per motivazioni coerenti e rispettose dei principi e delle regole aziendali”, seppure non siano state rese note le cause, specificando che “tali regole sono valide per tutti i dipendenti senza distinzione alcuna”.

La 44enne ha lavorato per quasi 20 anni nell’azienda che porta il suo stesso cognome, tra le principali realtà del settore agroalimentare e avicolo in Italia, fondata dal nonno oggi 89enne, che ha fatto dello slogan associato al suo volto “Parola di Francesco Amadori” uno dei claim più riconoscibili in TV (qui avevamo parlato di un grande marchio italiano a rischio).

La nipote Francesca era da tempo la responsabile dell’area comunicazione del gruppo nonché presidente di Romagna Iniziative, una realtà che riunisce diverse imprese romagnole con finalità sociali, tra le quali altri colossi cesenati Technogym e Orogel e la riminese Sgr, da cui ha già rassegnato le dimissioni.

La vicenda ha, infatti, richiesto la convocazione dell’assemblea dei soci del consorzio benefico, nel quale, ringraziandola per il suo operato, è stato chiesto a Francesca Amadori di mantenere il ruolo.

Nipote di Amadori licenziata dall’azienda di famiglia, la reazione: “Sto valutando iniziative”

Le indiscrezioni su una possibile rottura professionale tra Francesca e il gruppo gestito dalla famiglia Amadori, con il padre Flavio alla guida, sarebbero circolate già da tempo (qui avevamo parlato delle ultime vicissitudini di un’altra grande famiglia dell’industria italiana come i Gucci).

La 44enne non sembra però voler rassegnarsi alla decisione e ha promesso di dare battaglia in sede legale: “In merito alle notizie che riguardano la mia persona – ha comunicato Francesca Amadori – desidero precisare che nei 18 anni di attività lavorativa presso il Gruppo di famiglia, ho sempre operato in maniera eticamente corretta e nell’interesse dell’azienda, animata dal sentimento di attaccamento che da sempre mi lega all’impresa fondata da mio nonno Francesco“.

In merito al licenziamento, ha specificato ancora, “preciso che sto valutando le iniziative più opportune per oppormi ad un provvedimento che ritengo ingiusto e illegittimo e che non riguarda la violazione di alcuna regola aziendale, trovando al contrario fondamento in altre logiche che dovranno essere appurate nelle opportune sedi”.

Nipote di Amadori licenziata dall’azienda di famiglia, il rapporto con il nonno

Francesca Amadori, come due dei suoi zii, ha fatto delle esperienze anche in altre aziende, prima di tornare nell’impresa creata dal nonno nel 1969, diventata leader del settore negli anni ’80, di cui ha sempre detto “restiamo un’azienda a impronta familiare”.

“Mio nonno ha molti aspetti in comune con Jobs” aveva detto recentemente Francesca in occasione di un’iniziativa, con la stampa sulle magliette di una reinterpretazione del motto “Stay foolish, stay hungry” del fondatore della Apple.

“Anche lui è convinto che con impegno, intraprendenza e passione si possano realizzare i propri sogni – aveva raccontato. Mi ha sempre detto: ‘Un passo alla volta, sempre con i piedi per terra’. E mi incita a non sentirmi mai arrivata, ma sempre in viaggio verso la meta”.

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Nipote di Amadori licenziata dall’azienda di famiglia: il caso