Whirlpool, 340 licenziamenti tutti confermati: quale futuro per i lavoratori

La multinazionale Whirlpool ha deciso di licenziare i 340 lavoratori della sede di Napoli: c'è ancora una flebile speranza, i sindacati invocano l'intervento del governo

Nessun accordo tra sindacati e Whirlpool. L’azienda, dopo giornate di trattativa, ha deciso di confermare i licenziamenti: i 340 lavoratori della sede di Napoli dovranno scegliere fra l’incentivo all’esodo (un assegno da 85 mila euro) o il trasferimento nel sito di Cassinetta di Briadronno, in provincia di Varese, ha 830 chilometri di distanza. I sindacati hanno descritto il mancato accordo con l’azienda come una “porta sbattuta in faccia alle 3 di notte”, che ha confermato “la procedura di licenziamento collettivo”. Ecco cosa succederà ai lavoratori, in bilico ormai dal 2018: da allora si sono alternati tre governi e tre ministri allo Sviluppo economico, ma nessuno è ancora riuscito a sbrogliare la matassa e a salvare gli operai, abbandonati dalla politica stando a quanto detto dalle sigle sindacali coinvolte.

Whirlpool, 340 licenziamenti tutti confermati: quale futuro per i lavoratori

I 340 lavoratori della sede di Napoli riceveranno le lettere di licenziamento a partire da venerdì 22 ottobre. Prima di quella data ci sarà un nuovo incontro martedì 19 ottobre, ma gli stessi sindacati non si aspettano ripensamenti da parte della Whirlpool, a cui posizione sembra essere ormai definitiva. L’azienda ha diffuso una nota in cui ha motivato la sua decisione “pur riconoscendo gli sforzi profusi dal Governo e dalle Regioni per trovare una soluzione idonea per consentire una nuova missione industriale al sito di Napoli”. A detta della Whirlpool, infatti, i progetti presentati non sarebbero stati ritenuti compatibili con le esigenze espresse dalla società.

Secondo il piano pensato dal governo Draghi, i 340 lavoratori dovrebbero essere assorbiti da un consorzio di aziende per la mobilità sostenibile a cui parteciperà anche Invitalia, ossia la società partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia che si è detta pronta a presentare (entro il 15 dicembre 2021) il Consorzio “di primarie aziende nazionali e internazionali” e il piano industriale: proposta che si è scontrata con la Whirlpool contraria alla proroga per il prolungamento della procedura di licenziamento.

Whirlpool, 340 licenziamenti tutti confermati: le tappe

La vicenda Whirlpool ha interessato tre governi. Nel 2018 la multinazionale si era impegnata a investire 250 milioni di euro in tre anni nei siti italiani, trasferendo dalla Polonia alle Marche la produzione di lavatrici e lavasciuga. In cambio, il governo aveva promesso di supportare il piano di sviluppo dell’azienda sul territorio nazionale attraverso la cassa integrazione fino al 31 dicembre 2020. Il tutto confermato il 30 ottobre 2018 dall’allora ministro allo Sviluppo economico, Luigi Di Maio.

Nella primavera del 2019, però, Whirlpool ha annunciato che avrebbe chiuso la sede di Napoli, garantendo lo stipendio agli operai fino a fine dicembre per poi ricorrere agli ammortizzatori sociali fino al blocco dei licenziamenti. Da allora, una serie di incontri che però non hanno sbloccato la trattativa, arenatasi fino alla comunicazione del 15 luglio 2021 relativa all’avvio della procedura dei licenziamenti veri e propri. L’ultima tappa è prevista per martedì 19 ottobre, con un nuovo tavolo al Mise con il coinvolgimento dei ministri dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, e del Lavoro, Andrea Orlando. Nel pomeriggio di lunedì 18 ottobre, invece, ci sarà il coordinamento nazionale Whirlpool in cui i sindacati napoletani proporranno iniziative di lotta in tutto il gruppo.

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