MPS-Unicredit, maxi esuberi in arrivo: quanto costa la fusione e quali rischi

Quale futuro per MPS-Monte dei Paschi di Siena e soprattutto per i suoi lavoratori? Quanto costa la fusione con Unicredit?

Quale futuro per MPS-Monte dei Paschi di Siena e soprattutto per i suoi lavoratori? E cosa succede a Unicredit, unica banca a essersi fatta avanti per raccoglierne l’eredità? Un momento caldissimo per l’economia bancaria, e per la politica, per via della coincidenza con le elezioni amministrative che vedono proprio a Siena, fra i protagonisti, il segretario del Pd Enrico Letta.

MPS-Unicredit, quanto costa la fusione

Unicredit, guidata da Andrea Orcel, sta continuando a discutere con i vertici di MPS e con il ministero dell’Economia e delle Finanze, titolare del 64% del capitale di Mps, per definire il perimetro di un’operazione molto delicata. “Non sarà una svendita” assicura il ministro Franco.

Se conclusa, l’operazione interesserebbe 3,9 milioni di clienti, 80 miliardi di euro di crediti alla clientela e 87 miliardi di depositi della clientela.

MPS-Unicredit, quanti esuberi sono previsti

Ma al centro, adesso, c’è la questione degli esuberi. I tagli ai dipendenti necessari per convincere Unicredit ad acquistare almeno una parte di Monte Paschi oscillerebbero tra le 6mila e le 7mila: gli attuali 15mila addetti agli sportelli del Monte dei Paschi di Siena, un numero effettivamente molto superiore alla media del mercato, dovrebbero quindi ridursi di circa un terzo.

Un taglio piuttosto drastico ai lavoratori di MPS, dunque, da realizzarsi per rendere possibile la fusione tra i due colossi bancari. Diversamente, se il taglio degli esuberi non andasse in porto, probabilmente Unicredit valuterebbe troppo rischiosa l’operazione e abbandonerebbe.

MPS-Unicredit, quanto costa allo Stato

Ciò che appare probabile è che ci sarà comunque un rifinanziamento del fondo esuberi, operazione dunque molto onerosa, anche considerato che lo Stato parteciperà all’aumento di capitale necessario a saldare le perdite di MPS.

Intanto, la Presidente del Consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena dal maggio 2020, Patrizia Grieco, ha inviato una lettera ai dipendenti in cui ha spiegato che il cda dello scorso 1° settembre ha esaminato il percorso fatto finora nella data room dedicata a UniCredit e “l’attività sta procedendo nel rispetto dei tempi e degli impegni stabiliti”.

MPS-Unicredit, cosa cambia per i correntisti

Per quanto riguarda il lato clienti, posta le necessità di salvaguardare la più antica banca al mondo, che vanta una presenza ben radicata sul territorio soprattutto al Centro-Nord, secondo il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con., Denis Nesci, va evitato in tutti i modi che “i risparmiatori possano essere vittima di un ridimensionamento delle prestazioni a loro destinate”. Per questo chiede che le interlocuzioni tra i soggetti interessati non siano informate ad esclusivi criteri “finanziari”, ma siano accompagnate dall’obiettivo di “rimuovere ogni criticità per gli utenti”.

In generale possiamo dire che i correntisti di Monte dei Paschi non dovrebbero trovare brutte sorprese riguardo ai proprio risparmi e investimenti. Riguardo ai servizi finanziari della banca, trattandosi di prodotti venduti da altri soggetti come Axa, Jp Morgan e Black Rock, non dovrebbe cambiare nulla.

Ciò che è possibile ipotizzare – ma si tratta appunto di una possibilità e ancora nulla si sa in merito – anche per la fusione MPS-Unicredit potrebbe accadere ciò che è avvenuto per la fusione di Ubi Banca e Intesa Sanpaolo, dove, in particolare tra le altre cose, sono stati modificati gli Iban e le insegne delle banche (di tutti i cambiamenti per i clienti interessati da questa fusione QuiFinanza ha parlato approfonditamente qui).

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