Morti sul lavoro, cambia tutto con la nuova legge?

Una proposta di legge avanzata dalle deputate di ManifestA e dai sindacati potrebbe istituire il nuovo pesante reato di omicidio sul lavoro

Durante una conferenza stampa che si è tenuta presso la Camera dei Deputati, la sigla sindacale USB, l’associazione Rete Iside Onlus e il gruppo parlamentare ManifestA hanno presentato una proposta di legge per l’introduzione, all’interno del Codice penale, di una nuova fattispecie di reato. Ovvero omicidio sul lavoro e lesioni sul lavoro. L’iniziativa arriva in un momento in cui le morti bianche hanno raggiunto cifre inaccettabili.

Solo negli ultimi cinque anni, infatti, ci sono state oltre 5 mila morti sul lavoro dichiarate. E solo dall’inizio del 2022 si contano ben 300 vittime. “Una vera e propria strage da fermare subito”, come sottolinea l’Unione Sindacale di Base.

Cosa prevede la proposta di legge per punire le morti sul lavoro

Il nuovo reato di omicidio e lesioni sul lavoro, viene spiegato dal sindacato, potrebbe creare un deterrente per quelle imprese che oggi puntano a ridurre i tempi e i costi di produzione a discapito dei lavoratori, come molto spesso accade, non rispettando le misure che tutelano la salute e la sicurezza dei dipendenti e non mettendo in campo gli strumenti adeguati.

Oggi è già prevista una pena, che va dai 2 ai 7 anni, per il reato di omicidio colposo sul lavoro. Tuttavia USB spiega che rimane pura teoria, considerata la quasi totale assenza di controlli e di un quadro normativo certo. La proposta di legge prevede pene molto più severe, che vanno dai 10 ai 18 anni per i datori di lavoro che causano la morte o l’infortunio grave di un dipendenti non adempiendo ai nuovi obblighi normativi.

La nuova legge prevederebbe infatti una modalità di produzione del Documento di valutazione del rischio (Dvr) diversa da quella attuale. Per ora si tratterebbe infatti di uno “strumento vuoto” e “facilmente aggirato” dalle imprese, ma con la una diversa modalità di presentazione sarebbe più difficile ingannare le norme.

L’analisi dei rischi del Dvr, in base al testo della proposta, dovrebbe infatti indicare il livello di rischio a cui si va incontro sul posto di lavoro e le misure di prevenzione da attuare allo scopo di ridurre il rischio alla fonte. In mancanza di provvedimenti da parte dell’azienda, il rappresentante dei lavorati per la sicurezza (Rls) potrebbe rivolgersi alla magistratura con una procedura d’urgenza.

Chi presenta la proposta di legge alla Camera dei Deputati

Per ora si tratta, come già detto, di una proposta di legge. E se non dovesse diventare legge non cambierà nulla per i tanti lavoratori le cui vite vengono quotidianamente messe a repentaglio dai datori di lavoro che decidono di risparmiare sulle voci della sicurezza e della salute.

Durante lo sciopero e la manifestazione a Roma di venerdì 22 aprile, USB ha avviato una raccolta di firme per una petizione da inviare al presidente della Camera Roberto Fico per la sua calendarizzazione immediata. Non è ancora stata resa nota infatti la data della discussione.

Alla conferenza stampa di presentazione alla Camera dei Deputati hanno preso parte Pierpaolo Leonardi dell’esecutivo dell’Unione Sindacale di Base e Francesco Tuccino della onlus Rete Iside, oltre alle onorevoli Simona usuriano, Yana Ehm e Doriana Sarei, che hanno partecipato per ManifestA, componente del Gruppo Misto formata da deputate ex M5s ora associate Rifondazione e Potere al Popolo.

Anche il Governo si sta muovendo per prevenire l’epidemia di morti sul lavoro con l’assunzione di mille nuovi ispettori, come anticipato qui. In alcuni settori si rischia grosso anche per il coronavirus. Qua i lavoratori più a rischio decesso a causa del Covid. Ma in ufficio e in fabbrica non si muore solo di malattia e a causa degli infortuni: si muore anche di troppo lavoro, come vi abbiamo spiegato qui.