Mascherine al lavoro, cosa succede a chi non si adegua

Dal 1° maggio il nuovo regolamento allenta la normativa vigente, ma rimangono dei vincoli che è bene tenere in seria considerazione per evitare sanzioni pesanti

A partire dal 1° maggio 2022 l’Italia è entrata in una nuova fase dell’emergenza pandemica. Hanno subìto un cambiamento diverse norme che riguardano la vita di tutti i cittadini, come anticipato nei giorni precedenti dal ministro della Salute Roberto Speranza e dagli altri membri del governo coinvolti in questa fase di transizione (ossia quelli del Lavoro e della Pubblica amministrazione, rispettivamente il dem Andrea Orlando e il forzista Renato Brunetta).

Anche la massima autorità in materia del nostro Paese – ossia l’Istituto superiore di sanità, che si è espressa tramite le parole del suo presidente Silvio Brusaferro – ha ribadito come sia in atto una rivoluzione che non ha precedenti in questi due anni appena trascorsi di lotta contro il virus.

Mascherine sul luogo di lavoro, tutte le novità

L’aspetto che probabilmente ha interessato di più i cittadini italiani è quello legato all’obbligo di indossare le mascherine. Nonostante rimanga la richiesta di coprire le vie respiratorie con il dispositivo FFP2 fino al prossimo 15 giugno in determinati ambienti e circostanze, nella maggior parte dei luoghi l’indicazione inserita nella cosiddetta circolare Brunetta firmata dal ministro è sempre quella della prudenza, ma le regole si sono allentate in maniera importante.

Al momento non è ancora così sui luoghi di lavoro, dove viene di fatto mantenuto in vita (fino al 30 giugno) il Protocollo sulle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid già sottoscritto da governo e parti sociali il 6 aprile 2021. Il documento prevede, tra le altre cose, l’uso obbligatorio delle mascherine “in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all’aperto”. La mascherina non è invece necessaria nel caso di attività svolte da soli.

Stangata per chi non si adegua: sanzioni e provvedimenti

Cosa rischia chi disobbedisce alle indicazioni ministeriali? Grava sul datore di lavoro l’obbligo di adottare tutte le misure necessarie per prevenire eventi dannosi. È il “capo”, dunque, che deve controllare che i propri dipendenti rispettino le regole riguardanti l’utilizzo della mascherina, con la possibilità di sanzionare chi, rifiutandosi d’indossarla, commette una violazione dei doveri in materia d’igiene e sicurezza sul lavoro.

Salvo il fatto che rimane attivo l’obbligo per i datori di lavoro di fornire ai dipendenti mascherine chirurgiche o Ffp2, per punire chi disobbedisce esiste anche la possibilità di un licenziamento per giusta causa in caso di recidiva, ossia qualora il dipendente si opponga più volte alla richiesta d’indossare la mascherina (concetto scritto nero su bianco dalla Corte di Cassazione tramite la sentenza numero 18615 del 2013).

Dove comprare le mascherine FFP2 a prezzo ridotto

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