Londra, caos benzina: mancano i lavoratori. Le figure ricercate

La Brexit ha messo nei guai la logistica del Regno Unito, ecco i lavoratori che mancano in Inghilterra

Lo ha confermato il ministro della Difesa, Ben Wallace: alla guida della autocisterne piene di benzina ci saranno i membri dell’esercito. È la risposta di un governo sotto attacco, quello inglese, alla mancanza di scorte di carburante.

Come si è arrivati al punto di dover affidare la logistica ai soldati? Quali figure lavorative mancano dopo la Brexit? E come mandare avanti un’economia messa in ginocchio dal caos carburante?

Cosa sta succedendo in Inghilterra e a Londra con la benzina

“Gli uomini e le donne delle nostre forze armate sono pronti ad alleviare i problemi dove sono più gravi, per questo li ho autorizzati a essere pronti a rispondere alla chiamata quando sarà necessario”. Queste le parole con cui Wallace ha messo a disposizione 150 soldati con la licenza di guidare autocarri, che verranno addestrati nei prossimi giorni.

Per il titolare della Difesa si tratta pur sempre di una precauzione razionale e temporanea, ha fatto sapere, confidando nel fatto che la situazione ritorni alla normalità in pochi giorni. Tuttavia la mossa ha diffuso un certo sconcerto e ha rinvigorito gli attacchi dell’opposizione a un governo che sempre più spesso viene accusato di non essere all’altezza della situazione.

Perché in Inghilterra manca il carburante, quali figure sono richieste dopo Brexit

Nonostante la Brexit abbia imposto limiti stringenti all’ingresso della forza lavoro nel Paese, l’esecutivo di Boris Johnson si è visto costretto ad autorizzare la concessione di visti temporanei per la figura lavorativa, che, essendo venuta a mancare, ha gettato la logistica inglese nel caos.

Sono quindi 5mila i camionisti che potranno arrivare dall’Unione Europea per lavorare in Gran Bretagna. Il lasciapassare è valido per tre mesi e fino al 24 dicembre. Secondo gli osservatori, tuttavia, saranno in pochi a rispondere alla chiamata: non c’è da stupirsi, dato il lasso di tempo davvero esiguo. Cosa succederà, viene da chiedersi, dopo il termine – eventuale – del periodo di emergenza?

I camionisti mancano anche in Italia – qui la storia dell’imprenditore che ha offerto 3mila euro e la cui richiesta di forza lavoro è andata deserta. A Londra la situazione è così grave che anche i supermercati rischiano di non aprire per mancanza di prodotti: insieme alla capitale inglese, ecco le altre città per trovare lavoro.

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