Legge 104, l’abuso dei permessi è reato

Chi abusa dei permessi della legge 104 può essere licenziato ma rischia anche di essere incriminato per truffa

L’abuso dei permessi garantiti dalla legge 104/1992 per l’assistenza familiare è reato: il dipendente che utilizza impropriamente questi permessi rischia non soltanto il licenziamento per giusta causa, ma anche di essere incriminato per truffa.

Il dipendente che utilizza tutto il giorno di permesso per scopi personali diversi da quelle dell’assistenza del familiare disabile compie il reato di indebita percezione del trattamento economico ai danni dell’Inps.
Difatti, la paga dei giorni di permesso viene sì versata dall’azienda, ma si tratta solo di una anticipazione su una somma che, di fatto, viene poi erogata dall’Inps (tramite compensazione sui contributi da versare all’ente di previdenza). Si tratta di un reato procedibile d’ufficio: ciò significa che chiunque può segnalare l’abuso della legge 104 perpetrato dal dipendente: il datore di lavoro, l’Inps, il collega che abbia visto il dipendente durante i permessi impegnato in altre attività.

Le sanzioni per l’abuso dei permessi della legge 104 sono dunque:

  • licenziamento per giusta causa senza preavviso (ossia in tronco);
  • responsabilità penale per il reato di indebita percezione di indennità statali con reclusione da sei mesi a tre anni. Se però la somma indebitamente percepita è pari o inferiore a euro 3.999,96 si applica soltanto la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 5.164 a euro 25.822.
Legge 104, l’abuso dei permessi è reato