Annunci di lavoro: le professioni più richieste sono gli specialisti ICT

Sempre in crescita le richieste per le professioni ICT. Il mercato apre a nuovi profili ma le risorse specializzate scarseggiano

Uno degli effetti più positivi indotti dalla rivoluzione digitale è la creazione di nuove professioni del settore ICT.

L’ICT (Information Communication Technology) non è semplicemente un comparto economico, ma è tutto ciò che studia in modo integrato i sistemi di elaborazione, trasformazione e trasmissione dell’informazione, comprese le nuove tecnologie che consentono di assicurare il corretto funzionamento di questo processo. In pratica è il presente e il futuro della nostra economia.

Solo nel 2017 sono stati pubblicati sul web ben 64.000 gli annunci di lavoro attinenti al settore. A cercare nuovi collaboratori sono centinaia di aziende che hanno bisogno di assumere profili ICT qualificati. Un dato raddoppiato negli ultimi 4 anni, che rispetto al 2016 ha registrato un incremento del +7% . E le stime per il triennio 2018-2020 ipotizzano con buona approssimazione altri 88.000 nuovi posti di lavoro per figure altamente specializzate.

Ma quali sono queste figure e quanto si guadagna nel mondo delle comunicazioni digitali?

ICT: professioni emergenti e stipendi ‘digitali’

A dominare la scena nell’ambito delle nuove professionalità legate all’ICT sono questi professionisti, e di seguito i relativi guadagnai medi lordi annuali:

  • SEO manager : 35 mila-80 mila euro
  • Social Media Manager: 35 mila – 70 mila euro
  • E-Commerce Manager: 40 mila -70 mila euro
  • Web Designer: 35 mila – 60 mila euro

Poi ci sono ruoli che richiedono una specializzazione più affinata e tecnica. A questi, spettano stipendi ancora più interessanti dei colleghi appena citati:

  • Data Scientist: 40 mila- 80 mila euro
  • Web Developer: 35 mila – 45 mila euro
  • Mobile Developer: 35 mila – 45 mila euro

Gap tra domanda-offerta

L’aspetto paradossale è che al momento il gap tra domanda e offerta nel mercato del lavoro che ruota intorno alle professioni ICT è ancora molto ampio. In altre parole, le aziende cercano profili che però non sembrano essere disponibili sul mercato perchè nessuno ha le competenze necessarie.

I dati rilevati dall’Osservatorio delle Competenze Digitali (che è composto dalle maggiori Associazioni ICT italiane), confermano che occorre c’è un urgente bisogno di formare questi professionisti per cogliere tutte le potenzialità del nuovo mercato del lavoro digitale.

Per il 2018 si stima che il comparto avrà bisogno di  12.800-20.500 laureati specializzati, mentre l’Università dovrebbe formarne poco più di 8.500: una forbice pari al 58% che appare ancor più paradossale se pensiamo al problema della disoccupazione che coinvolge tanti giovani italiani.

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